Elogio della fisicità Maravee Corpus parte da Pordenone

Anteprima il 18 del festival che si terrà al Castello di Susans Performance di Lorenza Franzoni e musiche di Cojaniz

PORDENONE. La trasformazione del corpo come elemento narrativo è il filo conduttore dello spettacolo di preview, che si terrà lunedí 18 agosto alle 21 nel Chiostro dell’Ex Convento di San Francesco per dare il via alla tredicesima edizione della rassegna d’arte contemporanea “Maravee” con un nuovo tema affrontato da un particolare punto di vista. Intitolata “Maravee Corpus”. L’elogio del corpo come sistema sociale: l’identità plurale in fotografie, video, costumi, performance e tatuaggi, propone la messa in scena del corpo come estensione dell’anima, indagine profonda del sé, luogo di mutazione identitaria che mediante la ritualità del travestimento e della maschera diviene costrutto di personaggi molteplici.

Prima dell’inaugurazione ufficiale al Castello di Susans di Majano il 31 ottobre, il progetto sostenuto dal 2002 dall’Assessorato regionale alla cultura, di cui l’azienda Gervasoni è main sponsor e che quest’anno si avvale anche del sostegno del Comune di Gemona, l’appuntamento agostano riconferma il felice sodalizio con il Comune di Pordenone. Nata dalla collaborazione con Cinemazero – confluita ancora in una nuova produzione artistica e in una partnership organizzativa - la preview vedrà l’esibizione, in prima assoluta, del pianista friulano Claudio Cojaniz e dell’attrice-autrice emiliana Lorenza Franzoni nell’ambito di un duplice spettacolo, prima dedicato alla relazione fra cinema e musica, poi a quella fra performance, recitazione e immagine.

In Corpo Cinema Cojaniz accompagnerà dal vivo al pianoforte la videoproiezione ideata e curata da Cinemazero, mettendo al centro della scena travestimenti e trasformazioni di corpi celebri del cinema, attraverso una collezione di momenti emblematici di film dal 1925 al 2011. Con attori (da Jim Carrey a Robin Williams, Demi Moore, Chistian Bale…) che mutano il proprio corpo per essere fedeli ai personaggi e film come Fantomas 70, The Mask, A qualcuno piace caldo, Dr. Jekyll e Mr. Hyde del 1931, Psicho, la serie Tv degli anni ’60 di Batman… che, grazie a illustri trasformazioni, sono entrati stabilmente nella memoria collettiva. Dal corpo celato dalla maschera al camuffamento dell’identità, dal concetto di alterità alla sua estremizzazione compiuta dall’attore che fa coincidere se stesso con il suo personaggio, si passerà dai grandi classici a vere chicche cinematografiche delle origini, il tutto costellato da inserti contemporanei, a dimostrare il fascino duraturo di questo tema.

La scena sarà poi abitata dall’ironica Lorenza Franzoni, che ha già divertito e coinvolto il pubblico di Maravee in altre occasioni e che a Pordenone sarà impegnata nell’azione teatrale Corpo Gioco. Il suo trasformismo, che dalle curiose invenzioni creative si dispiega nelle parole, nella costruzione e manipolazione di oggetti, nel travestimento e nell’ideazione di situazioni venate d’assurdo, ma radicate nel quotidiano, sarà un gioco con il corpo cangiante e mutante. Un corpo-giocattolo, perché si può vestire, travestire, pettinare, colorare, lanciare in una corsa, usare per arrampicarsi. Il corpo è identità, umore che cambia anche nel sapore, è simbolo che viaggia nel tempo e nello spazio, è tutto ciò di noi che si può mostrare, vedere e toccare. Dai temi delle precedenti edizioni, sempre relazionanti, come nell’intreccio tra l’Anima affrontata lo scorso anno, e il Corpo, Maravee continua la sua assidua ricerca sul fronte dell’arte visiva contemporanea fondata su questioni sociologiche collettivamente condivise e proposte in quell’estensione creativa che comprende fotografia, pittura, performance fra teatro, cinema, musica e danza.

Sabrina Zannier

(art-director di Maravee)

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