Conto alla rovescia per Docs Fest a Pordenone: l’umanità oltre l’orrore
Tra le opere “A Fox Under a Pink Moon”, vincitore all’Idfa, e “Confessions of a Mole”, del cinese Mo Tan

L’umanità oltre l’orrore quotidiano. In un’epoca di sovraesposizione visiva, il dolore altrui può trasformarsi in rumore di fondo e lo sguardo in superficie distratta. Pordenone Docs Fest, in programma dal 25 al 29 marzo, ha scelto di non rincorrere lo shock visivo, ma restituire complessità, profondità e tempo alla visione.
Come sottolinea il curatore Riccardo Costantini, «oggi più che mai serve una narrazione capace di analizzare la realtà con precisione e profondità. Il grande documentario contemporaneo può contrastare l’anestesia dello sguardo, offrendo prospettive che rimettano al centro le scelte individuali e la responsabilità umana».
Da questa esigenza nasce anche la nuova sezione Different Perspectives, pensata per affrontare i grandi temi del presente con uno sguardo laterale, umano e non spettacolarizzato.
In questo solco si inserisce l’anteprima nazionale di Peacemaker di Ivan Ramljak – che sarà presente al festival –, già vincitore del festival DOK Leipzig, che ricostruisce la figura di Josip Reihl Kir, capo della polizia di Osijek (Croazia) nel 1991, uomo che scelse il dialogo come strumento di mediazione.
Tra le opere più intense e attuali della selezione figura l’anteprima nazionale di A Fox Under a Pink Moon di Mehrdad Oskouei, film vincitore di IDFA, il più grande festival di documentario d’Europa: il diario visivo di Soraya, giovane artista afghana in Iran (che col regista sarà presente al festival), che filma con il proprio smartphone la sua quotidianità sospesa tra paura e desiderio di futuro.
Il rapporto tra immagini e percezione è al centro anche di The Longer You Bleed di Ewan Waddell, che, presentato in anteprima nazionale alla presenza del regista, segue un gruppo di giovani ucraini mentre osservano la propria patria attraverso i feed di Instagram.
Lo sguardo del festival si apre inoltre a traiettorie femminili e a storie di trasformazione. In Wise Women, sempre in anteprima nazionale, la regista Nicole Scherg (presente al festival) accompagna lo spettatore tra Etiopia, Brasile e Austria, accanto a cinque ostetriche che trasformano ogni nascita in un gesto di libertà e responsabilità, ricordando come il modo in cui veniamo al mondo contribuisca a definire il nostro futuro.
Il programma prevede anche l’anteprima nazionale di Confessions of a Mole della regista cinese Mo Tan, ironico racconto di formazione tra tradizione e desiderio di apertura globale, e 32 Meters, produzione turco-iraniana che segue la protagonista Halime mentre sfida stereotipi e consuetudini organizzando un torneo di tiro al bersaglio tutto al femminile nel suo villaggio.
Fra le varie proposte, torna inoltre Niudoc – Where Stories Begin, spazio industry dedicato ai talenti emergenti del Nord Est e dell’area balcanica. Tra appuntamenti industry, progetti di accessibilità culturale come “Città aperta” (dedicato alla cultura per tutte e tutti).
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