«Dai libri nascono i miei personaggi»

“Se una notte in teatro un lettore...”, così parafrasando il titolo di uno dei più bei libri di Italo Calvino, “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, travolgente metaromanzo che pone stimolanti interrogativi sul senso e valore della letteratura, il Css in collaborazione con “La bottega Errante” ha intitolato la lunga maratona notturna che si svolgerà al Palamostre di Udine a partire dalle 21.30 di venerdì 8 giugno, dedicata ai libri ma soprattutto ai lettori.
Che con i loro libri ne saranno i protagonisti. Suddivisi in quattro gruppi in quattro postazioni diverse, racconteranno e leggeranno pagine dei loro romanzi preferiti. Ma ci saranno anche dj set, book crossing, momenti musicali con i giovani del Conservatorio, uno spazio per le fiabe della notte con tanto di lettini per riposarsi.
Ad aprire la serata l’attore Luigi Lo Cascio in dialogo con Rita Maffei. Lo Cascio ci ha confessato di non sapere esattamente cosa dirà «tutto – precisa –, dipenderà come in un happening dalle sollecitazioni e dalle domande di Rita. Di sicuro parleremo delle mie esperienze con i libri».
Allora che tipo di lettore e Luigi Lo Cascio?
«Non sono un lettore onnivoro, non leggo di tutto anche se mi piacerebbe avere tempo per una lettura più errabonda, spensierata ma proprio per ragioni di tempo mi concentro su letture e testi che abbiano a che fare con il mio lavoro di attore. Testi che mi aiutano a delineare e capire meglio i personaggi sia teatrali che cinematografici che interpreto».
Ma lei è anche autore di testi che poi porta in scena.
«In questi caso parto da un libro o da un autore che mi intriga e poi cerco di raccontarlo con le mie parole a teatro, sono libri che mi portano a una condizione di totale sprofondamento dentro un verso, una pagina e il loro autore. E sono testi grandissimi oceanici, per cui magari mi soffermo su un particolare, un personaggio, una situazione che poi rielaboro in una scrittura originale per la scena. Per cui alla fine credo che parleremo dei libri cui sono legati alcuni miei spettacoli».
E sarà allora come un ripercorrere le tappe della sua carriera, molte delle quali hanno avuto anche Udine come punto fermo.
«È stato a Udine che è iniziata la mia carriera di attore, nel 1994 assieme Sandra Toffolatti, Rita Maffei e Fabiano Fantini abbiamo fatto “Il labirinto di Orfeo”, e le mie prime letture sono legate proprio a quello spettacolo, letture che hanno a che fare con il mito e la tragedia. A quel primo spettacolo sono seguiti altri legati come Verso Tebe, e in cui è fortissima la fascinazione per le tragedie greche. Cui devo anche La caccia, un copione che nasce da una pagina di Baccanti di Euripide».
Ma non c’è solo il mondo greco nella sua scrittura drammaturgica.
«No, c’è per esempio Kafka e il suo mondo che ho cercato di evocare e portare al nostro presente né “La tana”».
E poi recentemente Pasolini con l’autoritratto in versi “Il sole e gli sguardi”.
«Anche se in quel caso io non ho scritto qualcosa di mio, ho semplicemente cercato di delineare l’esperienza umana e artistica di Pasolini attraverso i suoi versi, le sue poesie. Ma anche in questo caso c’è stata un'immersione profonda nell’universo letterario di Pasolini. Perché tutto quello che faccio come attore e scrittore nasce dai libri. Sono i libri che mi ispirano».
Il libro mancato di Luigi Lo Cascio?
«L’uomo senza qualità di Robert Musil, che ho lì in libreria e da cui sono spesso tentato, di cui conosco l’importanza ma non ho ancora a affrontato».
E l’ultimo libro letto?
«L’apologia di Socrate, che ho riletto di recente al Teatro Bellini di Napoli: uno dei primi libri che mi ha fatto innamorare della scrittura anche di pensiero, etica come appunto il dialogo di Platone».
Progetti?
«Un film, in uscita, “Il mangiatore di pietre”, da un romanzo di Davide Longo regia di Nicola Bellucci, riprenderò a teatro “Delitto e castigo” da Dostoevskij con Sergio Rubini e poi dovrebbe uscire presto il mio primo mio testo di narrativa».
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