Da Napoli al Friuli sempre coltivando la grande passione per lo spettacolo

«Metti l’aria di Napoli e l’incanto di questo Friuli che io amo profondamente», sono le parole con cui il regista Federico Esposito, nato cento anni fa ai piedi del Vesuvio (26 luglio 1921), raccontava sulle pagine de “Il Piccolo” la sua vita dedicata a Udine e al teatro. «Al Friuli, Esposito, si dedica con tutta l’anima – scrive Gianni Passalenti – portando a Udine il “Desiderio del sabato sera” di Candoni e nel 1955, fondando la compagnia di prosa del Bancario, nota come Gad». «Con Nevio Ferraro, Dabalà e altri, dà vita al Tup, Teatro udinese di prosa», racconta la figlia Federica, che sottolinea l’impegno del padre anche nel creare l’Accademia d’arte drammatica Nico Pepe di Udine, dirigendola negli anni ’80.
Dalle esperienze del teatro di prosa, Esposito tiene a battesimo tra gli altri anche gli attori Eddi Bortolussi, Werner Di Donato, Gianni Nistri, Leda Palma, Antonietta Parussini, Italo Tavoschi e Luciano Virgilio. Autentica vitalità da palcoscenico e versatilità si coniugano nel regista che in Italia e in Europa si era fatto conoscere per l’impegno nell’opera lirica. Dall’esordio nel 1965-’66 a Rovigo con “Elisir d’amore” protagonista Ferruccio Tagliavini sarà coinvolto in un susseguirsi di impegni.
«In occasione della visita del presidente Saragat a Udine – ricorda ancora la figlia Federica – mio padre curò la regia, nel salone del Castello “La serva padrona” di Pergolesi con Emilia Ravaglia e con i nostri grandi Alfredo Mariotti e Gianfranco Plenizio, direttore, scenografia di Vittorio Zanfagnini». Resterà celebre tra i melomani anche “La Traviata” diretta a Udine dal maestro Aladar Janes e interpretata dal tenore friulano Beniamino Prior insieme alla Cioni. Di successo in successo Federico Esposito si occupò delle regie a Mantova per la “Luisa Miller” di Verdi con Katia Ricciarelli e per “Un ballo in maschera” con Placido Domingo.
Lignano Sabbiadoro, negli anni del boom economico, proponeva ai turisti spettacoli celebri, e con Esposito, l’Azienda di Soggiorno, presidente Umberto Zanfagnini, unitamente ai collaboratori Manfredi e Vidotto, arrivò a ospitare anche orchestra e coro del gran teatro La Fenice di Venezia e cantanti di fama tra i quali Maria Chiara, Mario Del Monaco, Cecilia Fusco, Leo Nucci e Gianni Raimondi solo per citarne alcuni. Esposito sarà poi insieme all’impresaria Gilda Martini a continuare questo suo percorso artistico nelle stagioni liriche dell’Arena di Verona.
La viva attenzione del regista anche per la musica è un suo tratto del carattere. Così non solo la grande lirica a Lignano, anche i vip della “leggera” come Gilbert Becaud, Domenico Modugno e Milva.
La sua carriera artistica, il suo impegno, l’entusiasmo per ogni forma d’arte lo portano a collaborare con “Il Messaggero Veneto” per le recensioni agli spettacoli.
Impossibile raccontare una vita intensa chiusa a soli 72 anni, caratterizzata dall’impegno anche nell’amministrazione e nel sociale. Esposito fondò infatti nel 1949, insieme all’onorevole Archimede Taverna, dirigendola poi, la Cassa Edile di Udine e fu presidente dell’Aned, l’associazione degli ex deportati.
Ha fatto parte anche della commissione cultura del Comune di Udine, portando avanti anche in quella sede la battaglia per la costruzione del nuovo teatro cittadino, il Giovanni da Udine - diventato realtà dopo la sua morte il 3 giugno del 1994 - come mette in risalto Mario Blasoni in “Vite di Udinesi” definendolo “padre del teatro in città”. —
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