Custodi del tempo: alla Biblioteca Guarneriana di San Daniele arriva la Scuola di Paleografia

Ricercatori provenienti dal Giappone, dagli Usa, dalla Polonia e dalla Spagna nelle aule che ospitarono gli scranni della Magnifica comunità a San Daniele. SI parlerà di Ovidio e Boccaccio, di scritture medievali ma anche di Fabule

 

Angelo Floramo

Galeotto fu l’incontro, a metà degli anni novanta, con Frank Coulson, professore di “Classics” alla Ohio Columbus University e collaboratore del celeberrimo Paul Oskar Kristeller, lo studioso che fu tra i primi, se non il primo in assoluto, a dare rinomanza internazionale ai repertori guarneriani inserendoli nel suo imprescindibile “Iter Italicum”, un catalogo di tutte le più importanti biblioteche di conservazione italiane e internazionali ben noto agli studiosi e ai ricercatori di tutto il Mondo.

Coulson è oggi autore di opere considerate imprescindibili, una celebrità insomma nell’ambito della ricerca accademica, che ha da poco licenziato il suo manuale di paleografia per i tipi della Oxford, destinato ad entrare in tutti gli atenei del Globo.

Lo spazio dell’incontro, all’epoca, fu la splendida biblioteca Laurenziana di Firenze, passeggiando lungo il perimetro del chiostro dalle cui arcate occhieggia il cupolone del Brunelleschi. Quel ricercatore assai poco “accademico” per foggia di vestiti e “habitus mentis”, si stava occupando della tradizione di Ovidio nel Medioevo. Un tema importante, al quale ha dedicato l’intera sua vita e che ancora non lo abbandona.

A seguito di una visita a San Daniele, qualche mese più tardi, gli parve di poter identificare la biblioteca Guarneriana come un centro privilegiato per lo studio dei manoscritti ovidiani, tema di centrale rilevanza nella trattazione scientifica del gruppo di studio afferente alla sua direzione. Tra un piatto di prosciutto e un calice di vino, complice l’anima della “taberna”, da buon chierico vagante qual è, il professore lasciò rimbalzare l’idea di istituire proprio a San Daniele una “Summerschool” per studenti del celebre college universitario dalla cui cattedra anima ancora le lezioni di Lingua e Letteratura Latina Medievale.

Il prestigio che ne sarebbe derivato, nonché l’assoluta novità di un’operazione culturale di così alto livello, avrebbero certamente rilanciato ulteriormente l’antica istituzione libraria della cittadina morenica, proiettandola in una dimensione di ricerca internazionale. Non solo cosce di maiale stagionate, dunque, ma tanto di più.

E questa brillante intuizione, già nel 2012, venne ufficialmente inserita nel progetto per una nuova linea di promozione dei patrimoni della Biblioteca Guarneriana. Bisognerà attendere fino al 2016 per assistere alla prima edizione di un appuntamento che fin da subito è stato pensato per essere annuale (e lo è stato, malgrado gli inciampi del Covid) e che oggi celebra, orgogliosamente, la sua sesta edizione e i suoi primi dieci anni di vita. All’epoca, oltre a Coulson, giunsero dagli “States” due soli studenti, che condivisero le loro ricerche con un gruppo di cinque loro coetanei provenienti dagli atenei di Udine e di Trieste. Poi, nelle edizioni successive, il gruppo si fece ben più fiorito.

Da un paio d’anni a questa parte, grazie alla sapiente e attenta direzione scientifica di Sabina Francescatto - la direttrice della Biblioteca Guarneriana che ha saputo conferire a questo progetto una vera e propria veste istituzionale - di Laura Pani e di Matteo Venier, entrambi apprezzatissimi docenti dell’Ateneo udinese, la dimensione internazionale della “Scuola estiva di Filologia e Paleografia” si è decisamente ampliata coinvolgendo anche le università di Tokyo e di Salamanca.

Assieme a ragazze e ragazzi dell’Università di Udine, a partire da lunedì 20 luglio, per una settimana, ricercheranno e studieranno nelle stesse aule severe che un tempo ospitarono gli scranni del Gran Consiglio della Magnifica comunità di San Daniele, giovani e ferventi ricercatori provenienti dal Giappone, dagli Usa, dalla Polonia e dalla Spagna.

 Al mattino sarà possibile seguire relazioni scientifiche specifiche di altissimo livell o, tutte rigorosamente tenute in lingua inglese, unico idioma veicolare ammesso, (oltre al Latino, si intende!) aperte anche al pubblico esterno e orientate a enfatizzare l’importanza dei repertori guarneriani presi in esame da molteplici prospettive: filologia, paleografia, letteratura, storia e iconografia si intrecceranno dunque fra loro in una trama squisitamente interdisciplinare.

Si parlerà di Ovidio e di Boccaccio, di traduzioni e traduttori che operarono nella cerchia di Guarnerio, di scritture medievali e umanistiche ma anche di analisi codicologica, di “Fabulae” mitologiche riorganizzate dai compilatori medievali nonché di commentari, di Brunetto latini e di glosse “marginali”. I pomeriggi saranno invece dedicati ai lavori degli studenti, che seguiti dai professori prepareranno le loro relazioni conclusive esaminando le fonti oggetto di studio delle conferenze del mattino. Un vero laboratorio, un opificio di bellezza e di sapienza. In un Mondo come il nostro, sconvolto dalla follia degli umani, non è certo poca cosa.

 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto