Con il Fai un weekend di storia e d’arte FOTO

UDINE. Fine settimana all’insegna dell’arte grazie al Fondo Ambiente Italiano. Perché le Giornate di primavera del Fai, 22ª edizione, in calendario sabato e domenica, aprono 750 beni in Italia normalmente off limits. In regione sono decine le occasioni, con i restauri di Udine e Cividale, il periodo napoleonico di Palmanova, il percorso sulle orme di Pasolini nel Pordenonese, il castello di Rubbia e le sue trincee a Gorizia, oltre a un percorso ad hoc a Trieste.
Intanto ieri, in palazzo Giacomelli a Udine, la delegazione udinese del Fai ha presentato la due giorni friulana, arricchita da passeggiate sui monti e in bicicletta. «Abbiamo scelto di scoprire palazzi restaurati di recente – spiega il capodelegazione Laura Stringari Cominotti – per dimostrare come proprio in questo momento difficile, dal punto di vista economico, la conservazione riesca a ottenere grandi risultati». Ad ascoltare Stringari c’erano, fra gli altri, i dirigenti delle scuole che affiancano il Fai nell’esperienza degli studenti ciceroni, l’assessore comunale alla cultura Federico Pirone, il direttore dei Civici Musei, Marco Biscione e l’anima delle Giornate di primavera udinesi, la storica Liliana Cargnelutti.
A Udine spalancano le porte palazzo Contarini, il castelliere di palazzo Mantica, casa Andriotti, palazzo Antonino ex sede della Banca d’Italia e palazzo Garzolini. Quattro gli edifici udinesi, tutti inseriti nel centro storico: una casa-torre medievale, un palazzo rinascimentale, uno settecentesco, un altro ancora dei primi anni del Novecento. Tutti si presentano nel loro assetto originario, dopo che i lavori di restauro hanno fatto affiorare molte sorprese che illuminano anche sulla storia della capitale friulana.
A Cividale saranno visitabili i palazzi Gabrici-Craigher e Levrini-Stringher, oltre al complesso monastico di San Giorgio in Vado. Palmanova punta sulla caserma Filzi, la caserma Montesanto e la polveriera Foscarini. Tutte le aperture seguono un nuovo orario: 10-13 e 15-18 per il sabato, no stop della domenica 10-18 (tranne Palmanova che mantiene la chiusura per la pausa pranzo anche la domenica).
È previsto anche un programma per chi ama stare all’aria aperta. In collaborazione con il Club Alpino Italiano sia sabato sia domenica (partenza alle 9 a Faedis) gli escursionisti potranno salire alla scoperta delle chiesette votive e dei castelli di Faedis (per informazioni è possibile contattare il Cai attraverso l’indirizzo di posta elettronica info@alpinafriulana.it). Invece la Federazione Italiana Amici della Bicicletta chiama tutti a un’escursione di gruppo verso Palmanova il sabato e in direzione Cividale la domenica. Prenotazione e partenza, alle 9 per entrambe le giornate, al Punto Fai di piazzetta Lionello.
E infine Trieste ha studiato un percorso ad hoc con visite guidate alla sede della Camera di Commercio in piazza della Borsa, esempio significativo del neoclassico triestino nonché dell’epoca d’oro del porto franco di Trieste. C’è poi il Museo commerciale di via San Nicolò, nato nel 2005 su volontà dell’ente camerale, che punta a offrire testimonianze dello sviluppo economico di Trieste a partire dal Settecento. Infine c’è la sottostazione elettrica del Porto Vecchio, edificio costruito nel 1913, dimesso dal 1989. Dopo un restauro accoglie gli archivi storici del porto di Trieste.
Michela Zanutto
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