Audax, il premio per chi ha pochi titoli

I vincitori del concorso per scrittori senza laurea: primo un operaio di 86 anni, terza una bimba di 12, Emma Giadrini di Udine

UDINE. Franco ha 86 anni, vive a Cosenza e fa il carrozziere. Ha frequentato la scuola fino alla quinta elementare e poi ha continuato a imparare e a crescere con la vita, quella che scorre ogni giorno senza vacanze né ricreazioni, fuori dai muri di scuola.

Franco Pasqua, ieri sera, è stato premiato al Centro polifunzionale Romano Treu di Moggio Udinese, come vincitore del premio Audax 2015, il primo concorso per chi non ha titoli di studio, concepito e realizzato dall’Audax Editrice di Emanuele Franz.

La giuria, composta dallo stesso Franz, da Alessio Screm, Pino Roveredo (vincitore del Campiello nel 2005) e da Angelo Tonelli (vincitore del Montale nel 1998) ha premiato la poesia di Pasqua “Le scale dell’Infinito” «per la sua capacità di operare su concetti ad alto carattere universale, inserendosi all’unisono nel filo conduttore del premio Audax, ovvero mirare all’universalità della costellazione umana che soggiace in ogni cuore».

Franz non ha dubbi, la poesia può stare in ogni cuore, anche e soprattutto in quello dei piú deboli. In quello di chi non ha subito i condizionamenti accademici. «Intendiamoci, l'idea del premio non è nata come sfida, però...».

Però Franz sa di avere messo in piedi qualcosa di scomodo, visto che da regolamento i concorrenti dovevano certificare di non possedere alcun titolo di studi universitario.

«La storia è piena di uomini considerati grandi motori del progresso dell’umanità pur senza avere dei titoli. E questo vale non solo per gli umanisti».

Il senso che ha spinto l’editore a creare questo premio lodato anche dalla Regina Elisabetta, oltre che Marco Travaglio, Claudio Magris ed Erri De Luca, è stato proprio questo. Dare voce a chi non ha un foglio di carta che parli per lui e, prima di tutto, dare una prova che spesso le accademie vincolano, piuttosto che liberare la conoscenza.

«Io non voglio affatto fare la guerra alle università, figuriamoci, voglio solo rivolgermi ai piú piccoli, a quelli che non hanno avuto i mezzi, ma che se li sono creati da soli. Il punto - continua Franz - è che dalla Rivoluzione Industriale il sapere è diventato funzionale al guadagno e vive secondo le logiche del profitto, basti pensare alle indagini sulle facoltà universitarie che calcolano già gli stipendi previsti alla fine di ogni corso».

Giura e spergiura che non è una provocazione, Franz, ma la sua idea di un premio di poesia dedicato a chi non ha titoli suona davvero come un piccolo dispetto nei confronti di chi alle cose accademiche non sa rinunciare.

«La terza classificata (i partecipanti sono stati giudicati tutti in forma anonima), è una bambina di 12 anni, Emma Giadrini, 12 anni, di Udine, esempio lucido e splendente di quanto l’intuizione pura di una fanciulla possa cogliere la poiesis creativa nella sua cristallina innocenza e intuizione. Lei stessa ci ha confidato che le volevano correggere dei versi che invece lei ha lasciato nella loro versione originale».

E con quelli si è qualificata terza, «a coronamento della filosofia che ha mosso il premio Audax, ovvero scovare talenti puri».

Il secondo posto è andato, invece, a “Profondità senza tempo” di Leonardo Ferrari, cinquantenne autore veneto, che per “colpa” della sua licenzia media non è riuscito a insidiare il primato di Pasqua.

Ma Ferrari, come tutti gli altri partecipanti al primo premio Audax, potrà ritentare alla prossima edizione, visto che Franz sembra già intenzionato a ripetere l’esperienza.

«Mi piacerebbe dare un seguito a questo concorso - ha ammesso l’editore - aprendo anche ad altre sezioni oltre alla poesia».

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