Anastacia: "Rieccomi fra voi, questa è la mia resurrezione"

La pop star otto anni dopo la malattia torna in scena: sarà il 26 luglio a Tarvisio. «Sono grata a tutto il pubblico perché ha avuto la pazienza di aspettarmi»

TARVISIO. Per la sua ventesima edizione, il “No Borders Music Festival” di Tarvisio ha deciso di fare le cose in grande. Tanto in grande che lunedì 26 luglio ci sarà Anastacia per il secondo appuntamento, in piazza Unità. Non serve essere fan del pop, rock, funky o soul o quello che volete, e neppure seguaci delle chart internazionali per cogliere che la presenza di Anastacia su un palco, qualunque sia, è già un evento.

Da quando ha disorientato il mondo della musica con l’energia e la tensione sfrontata di Paid My Dues, è stato chiaro a tutti che quella voce, avrebbe segnato un’epoca.

Nessuna “donna bianca” era mai stata in grado di ottenere un timbro così deciso e vigoroso insieme a una tensione ritmica assoluta, tant’è che per lei si sono sprecati i neologismi, visto che il lessico della critica musicale stentava a trovare gli aggettivi giusti, The little lady with the big voice, la piccola signora dalla grande voce, ecco il massimo che si è riusciti a fare sull'onda dello stupore di tanta vocalità compressa in meno di un metro e sessanta di statura.

Ma poi c’è stata un’altra prova che ha segnato la carriera fulminate della signora Anastacia Lyn Newkirk, quella brutta malattia che l’ha fermata all’apice consolidato di un successo mondiale, consegnata con coraggio ai media e ai suoi fan, e affrontata con quel coraggio che solo chi l’ha già passata riesce a capire. Fino al ritorno sui palchi del mondo: adesso, a otto anni di distanza da quel 2008 in cui ha dovuto annunciare che si sarebbe fermata per un po’.

«Quando mi sono dovuta fermare - ci dice con un entusiasmo coinvolgente - non sapevo per quanto sarebbe stato, né che cosa avrei dovuto affrontare. Non sai niente di come andranno le cose, non puoi pensare a cosa sarà. Non avevo idea di quello che sarei stata dopo e se ci sarebbe stato un dopo».

- Ecco perché il titolo del suo album e del tour è Resurrection, è fin troppo evidente.

«È quello che è, infatti. Un ritorno da un passato molto lungo. È tantissimo che non torno su un palco, e Resurrection raccoglie una serie di brani che riportano questa lunga attesa e l’intensità del ritorno alla vita. Se si pensa che l’ultimo mio disco è del 2008, il che vuol dire che le ultime composizioni in realtà sono del 2006, allora si capisce bene quanto sono maturati i brani che presento. Poi mi lasci dire che ci sono molte storie dense e spirituali, molte emozioni, è un lavoro carico e denso di significato, come se molte cose fossero state compresse per un lungo periodo e ora finalmente vengono fuori».

- È un tour molto speciale questo, lo si sente da lontano, c'è molta attesa di rivederla sul palco.

«Ma guardi che io sono contentissima! Non vedo l’ora di arrivare in Italia. La sento molto l'energia della gente e degli italiani poi. Poi per l’Europa ho una passione speciale, è come se avessi una doppia cittadinanza, mi sento sempre molto bene ed è come se vivessi questa cultura da sempre, come se avessi un doppio passaporto».

- C’è molto affetto intorno a lei, se ne accorgerà a Tarvisio.

«Ne sono certa. E mi lasci anche dire al mio . pubblico quanto sono grata a loro».

- Per cosa in particolare?

«Per ave saputo aspettare, per la pazienza che hanno avuto nei miei confronti, per la fiducia che hanno avuto, in me nella mia voce. Per aver creduto che sarei tornata. Ed eccomi».

- Lei sta girando il mondo con un nuovo spettacolo e una band magnifica: cosa succede sul palco?

«Ho la fortuna di aver trovato dei musicisti davvero splendidi. Nessuno ha atteggiamenti da prima donna, non lo sopporterei, e sono tutti musicisti straordinari. Nello spettacolo c’è molta musica, pochi effetti speciali, ma tanta, tanta musica, per ritrovare un contatto genuino con il pubblico».

- Ma ci dica, si sente una persona diversa?

«Mi sento una persona matura. Sento di essere diventata una persona migliore, che ogni giorno continua a crescere e fare qualcosa di buono. Lo dico con assoluta umiltà, credo che questa espeirenza mi abbia fatto diventare una bella persona».

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