Ziberna e Novelli infaticabili a Palazzo

UDINE. Due stakanovisti, un eretico, due pungolatori della maggioranza, ma anche chi, tra una seduta e l’altra, non si scompone più di tanto.
Tempo di ferie per i consiglieri regionali: una ventina di giorni contingentati perché dal 27 agosto iniziano le audizioni del disegno di legge sulla sanità, prima tappa del percorso autunnale delle riforme imposto a passo di marcia dalla presidente Debora Serracchiani.
Se gli uffici sono deserti, c’è qualche consigliere regionale, magari sotto l’ombrellone, che continua l’attività con mozioni, interpellanze e interrogazioni. Dal 13 maggio 2013, prima seduta dell’undicesima legislatura, al 9 agosto scorso sono 2 mila 164 i documenti presentati: mozioni, interrogazioni, interpellanze, ordini del giorno e progetti di legge (anche se in alcuni casi il dato andrebbe depurato dalle firme multiple sotto lo stesso atto).
Gli stakanovisti
Sono due ed entrambi di Forza Italia: il goriziano Rodolfo Ziberna e l’udinese Roberto Novelli. Il primo, considerati anche i festivi, si è prodotto in 15 mozioni, 147 tra interrogazioni e interpellanze, 22 ordini del giorno e 9 progetti di legge. In totale 193 atti: mediamente un documento un giorno sì e l’altro no.
Novelli non è riuscito a tenere il passo, ma mantiene una buona media: 100 atti (12 mozioni, 58 tra interpellanze e interrogazioni, 22 ordini del giorno e 8 progetti di legge) il che vuol dire che la media è di circa 2 alla settimana.
Gli altri rincorrono, a partire da Mara Piccin per scendere ad Alessandro Colautti (Ndc) ed Elena Bianchi e Ilaria Dal Zovo (Movimento 5 stelle). I due maratoneti della politica si sono occupati di tutto: Ziberna ha presentato interpellanze che hanno spaziato dagli orti urbani alla sanità; dalla distribuzione della carne dei cinghiali ai bisognosi fino agli alloggi Ater per i separati. Più concentrato sulla sanità Novelli, anche se nei mesi scorsi ha presentato una interpellanza-manifesto: “Come può questa sinistra ridurre le tasse!”.
I punzecchiatori
I consiglieri di maggioranza, per il ruolo che hanno, pungolano meno la giunta. Una linea di condotta che, non a caso, trova eccezioni tra i rappresentanti del partito più di sinistra della coalizione che in qualche caso ha dimostrato di non gradire alcune scelte della giunta.
Al vertice delle iniziative i 2 rappresentanti di Sel Stefano Pustetto e Giulio Lauri, che hanno totalizzato, insieme, oltre 100 atti. Non si sottrae il consigliere “eretico” del Pd, Mauro Travanut, che ha depositato 8 mozioni, 21 tra interrogazioni e interpellanze, 12 ordini del giorno e 8 progetti di legge.
Sue le “stilettate” sull’eccessivo dirigismo della giunta, nel dibattito sull’assestamento di bilancio, e l’interrogazione che chiedeva l’introduzione del limite di 2 mandati anche per i nominati negli enti di secondo grado.
In coda
All’opposizione chi ha ricoperto incarichi di giunta in passato è più allergico alle interrogazioni: la classifica vede agli ultimi posti l’ex presidente Renzo Tondo (solo 4 interrogazioni) e gli ex assessori nella giunta del carnico, Luca Ciriani e Claudio Violino.
Il primo ha sottoscritto 30 documenti, gli altri due rispettivamente 37 e 36. Nella maggioranza si è limitato a presentare solo 5 mozioni Renzo Liva (Pd) che totalizza zero interrogazioni, interpellanze, ordini del giorno e progetti di legge. Governativo fino in fondo, verrebbe da dire, nel doppio ruolo, tra l’altro, di consigliere e presidente della Commissione Sanità.
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