Violenza di genere, c’è il vademecum per chiedere aiuto
Il prefetto: «Con la costituzione della rete abbiamo messo a fattor comune una serie di istituzioni pubbliche, private e di volontariato molto attive su questo tema, che prima operavano senza un coordinamento omogeneo»

Trovare il coraggio di chiedere aiuto e sapere a chi rivolgersi per uscire da una situazione di abuso.
Passa anche attraverso informazioni chiare, accessibili e facilmente reperibili la strategia per prevenire e contrastare la violenza di genere e domestica. Con questo obiettivo è stato presentato, in Prefettura, il nuovo vademecum operativo rivolto alle vittime e a chiunque entri in contatto con situazioni di difficoltà.
Il documento, realizzato sotto forma di brochure, raccoglie i riferimenti dei servizi e delle realtà impegnate sul territorio nel sostegno alle persone che subiscono violenza, offrendo indicazioni pratiche per ottenere ascolto e assistenza.
Uno strumento pensato per rendere più semplice l’accesso alla rete di protezione, soprattutto nei momenti in cui paura e disorientamento possono impedire di chiedere aiuto. Il vademecum è il risultato del lavoro del gruppo tecnico istituito nell’ambito del protocollo per la costituzione di una rete interistituzionale per la prevenzione della violenza di genere, sottoscritto il 25 novembre 2025.
Un’intesa che coinvolge istituzioni, forze dell’ordine, magistratura, enti locali, servizi sanitari e sociali, università, ordini professionali e associazioni, con l’obiettivo di coordinare competenze ed esperienze diverse.
«Con la costituzione della rete abbiamo messo a fattor comune una serie di istituzioni pubbliche, private e di volontariato molto attive su questo tema, che prima operavano senza un coordinamento omogeneo», ha spiegato il prefetto, Domenico Lione. La diffusione del vademecum rappresenta il primo passo concreto per far conoscere l’esistenza di questa rete e le opportunità di sostegno. Attraverso il QR Code sulla prima pagina della brochure è possibile consultare la versione digitale, disponibile in più lingue per raggiungere anche chi non parla italiano. Tra queste c’è il friulano, grazie alla collaborazione dell’Arlef, che ha contribuito a rendere possibile la stampa del materiale.
La possibilità di comprendere indicazioni e servizi nella propria lingua, ha ricordato il presidente Arlef, Eros Cisilino, può rappresentare un aiuto concreto per chi si trova in una condizione di vulnerabilità. Il vademecum sarà distribuito in luoghi strategici e frequentati. Il procuratore capo di Udine, Massimo Lia, pur segnalando un lieve calo delle notizie di reato in materia, ha invitato a «non abbassare la guardia: accanto alla repressione è fondamentale mettere a disposizione delle vittime strumenti pratici per individuare possibili vie d’uscita, non solo giudiziarie, ma anche legate alla vita quotidiana».
Il questore, Pasquale Antonio de Lorenzo, inoltre, ha evidenziato l’importanza di avere a disposizione personale sempre più qualificato. «La rete antiviolenza – le parole dell’assessore comunale Arianna Facchini –, punta così a trasformare la collaborazione tra enti in un sostegno concreto e accessibile perché conoscere i servizi disponibili può fare la differenza». La presidente della Prima sezione civile presso il Tribunale di Udine, Annamaria Antonini, che ha rivolto un ringraziamento a Claudia Danelon, ex procuratore aggiunto di Udine per il lavoro svolto, e la presidente dell’Ordine degli avvocati di Udine, Raffaella Sartori, hanno ribadito l’importanza di lavorare sulla prevenzione. Dello stesso avviso Eva Pascoli, intervenuta in rappresentanza dell’Ordine degli psicologi del Fvg.
Presenti anche il colonnello Giorgio Broccone, comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Corrado Loero, comandante provinciale della Gdf, il tenente colonnello Ivano Bigica, comandante del Reparto operativo del comando provinciale carabinieri di Udine, Massimo Di Giusto, direttore dei Servizi sociosanitari AsuFc, Anna Catelani, responsabile del Servizio sociale dei Comuni dell’ambito territoriale del Gemonese Canal del Ferro-Val Canale, Laura Zanin, delegata del rettore alle Pari opportunità per l’Università di Udine, Liliana Mauro, coordinatrice della rete di scuole superiori “Il piacere della legalità? Mondi a confronto”, Felice Gallucci, presidente dell’Assemblea dei sindaci dell’Ambito Collinare e diversi rappresentanti delle associazioni.
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