Un salto nelle professioni del futuro all’Ai Forum: in duecento al Digital Talent Day
L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Tavagnacco e dal cluster Ditedi. I candidati hanno incontrato 14 aziende: «Occasione preziosa di scambio. La tecnologia corre veloce e per funzionare bene le servono input corretti»

Il vociare degli studenti in fila interrotto solo dal suono della campanella, che non scandiva l’orario scolastico ma determinava il passaggio da un colloquio all’altro.
Il Digital Talent Day, appuntamento di recruiting nel settore dell’informatica volto a far incontrare 14 aziende con nuovi profili da assumere, si è svolto giovedì 15 ottobre mattina nella sala Feruglio del Comune di Tavagnacco, nell’ambito della prima giornata dell’Artificial Intelligence Forum, che fino a sabato animerà il centro della cittadina al confine di Udine.
Curato da Ditedi in collaborazione con i servizi per il lavoro della Regione, si è articolato in due momenti, il primo dedicato a oltre cento studenti delle scuole superiori e il secondo a professionisti e aspiranti, laureati e non, per cui si sono candidate circa 400 persone (86 delle quali selezionate per i colloqui).
«Abbiamo organizzato questa iniziativa anche l’anno scorso» spiega la direttrice del servizio Anna D’Angelo, «si tratta di una bella occasione sia per i giovanissimi, che si mettono in gioco nei loro primi colloqui di lavoro con aziende diverse (quattro in venti minuti per ogni studente), sia per gli adulti preselezionati dalle imprese».
Gli studenti
«Abbiamo preparato i curriculum in classe e dopo abbiamo ascoltato i consigli degli operatori presenti qui a Tavagnacco per aiutarci nell’orientamento» spiega Matteo Minisini, iscritto al quinto anno del Malignani, indirizzo informatica e telecomunicazioni.
«Spero di incontrare realtà che cerchino ragazzi motivati, con tanta voglia di imparare» aggiunge, spiegando i suoi progetti futuri: la triennale in informatica e dopo un percorso in azienda, rigorosamente in Italia, «per restare vicino alla famiglia e agli amici».
Il suo compagno di classe Daouda Dia, invece, preferirebbe lavorare all’estero: «Il mio sogno è il Canada» confida, riflettendo sulle opportunità dell’AI, «strumento utile ma le cui risposte vanno sempre verificate».
Ad accompagnare gli studenti del Centro di formazione professionale del Bearzi c’è Simone Rizzi, docente di tecnologia informatica, molto soddisfatto dell’iniziativa di recruiting: «I ragazzi sono entusiasti, avrebbero voluto fare più colloqui, riproporremo il format anche a scuola, come abbiamo già fatto l’anno scorso con l’aiuto della Regione e di Confindustria». Hajdar Vrapi, diciottenne iscritto alla quarta del Cfp, ha le idee chiare sul futuro: «Dopo l’esame finale, al termine di quest’anno, penso di intraprendere anche il quinto e poi iscrivermi all’Its, a Pordenone o a Udine» dice, definendo «accoglienti» le aziende con cui ha intrapreso il colloquio. «Mi piace imparare tante cose e al momento punto soprattutto a formarmi un curriculum il più solido e vario possibile».
I professionisti
Tra le 14 aziende del settore presenti – AI4IV, Beantech, Seek&Partners, Eurosystem, Evoseed, Fec Italia, Infofactory, Mercurio sistemi, Pietro Rosa Tbm, Quin, R-Tree Technologies, Simtech, Tecnest, Video System – Alberto Nicoletti, manager di Eurosystem, è alla ricerca di «candidati con un’attitudine forte all’apprendimento, perché la tecnica non basta per portare innovazione».
Una delle persone conosciute al recruiting dell’anno scorso, Michele Somero, attuale AI application specialist, ha tenuto il panel d’apertura del festival. «È la dimostrazione che questa iniziativa funziona» chiosa Nicoletti. L’impressione dei candidati è positiva: «I colloqui servono per introdurci al mondo del lavoro» dice Emanuele Moro, venticinquenne di Treppo Grande, laureando in informatica e affascinato dal fatto che «questa disciplina rende possibile realizzare (quasi) tutto e mette in comunicazione persone lontane».
Elisa La Porta, 24 anni, si è laureata in economia aziendale e punta a un posto da contabile per la AI4IV di Amaro: «Un’azienda innovativa e aperta ai giovani, dove vorrei crescere professionalmente». Tommaso Coianiz, ventisettenne di Cassacco, è un informatico: «L’intelligenza artificiale è il supervisore del mio lavoro» spiega, «mi preoccupa un po’ la rapidità con cui sta evolvendo, di certo soppianterà qualche mestiere, ma non credo minacci la nostra incolumità di esseri umani pensanti». Il segreto, conclude, «è darle gli input corretti, perché lei risponde sempre con grande convinzione, talvolta senza chiarire bene i processi di ragionamento tramite i quali è arrivata a quelle risposte».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








