Vini Sauvignon "dopati" con un lievito segreto, perquisizioni in 17 aziende

Udine, maxi-inchiesta della Procura: un chimico friulano, Ramon Persello, 39 anni, riforniva i viticoltori del Collio e dei Colli orientali di una sostanza capace di esaltare il sapore

UDINE. Perquisizioni da stamani in 17 aziende vitivinicole sparse tra le province di Udine e Gorizia e (soltanto due) fuori regione, nell’ambito di una maxi-inchiesta della Procura di Udine su un presunto giro di contraffazione del vino e, più in particolare, del Sauvignon.

L’ipotesi a cui i carabinieri del Nas di Udine stanno lavorando è che il vino sia stato alterato con l’uso di sostanze contrarie al disciplinare di produzione di vini Doc.

Nel corso della produzione, in altre parole, sarebbe stato aggiunto un esaltatore del sapore che non proviene dalla spremitura dell’uva, bensì da operazioni di tipo chimico.

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Una sorta di aroma “aggiuntivo”, insomma, che comunque non risulta in alcun modo dannoso alla salute dell’uomo.

La notizia è stata comunicata dal procuratore capo di Udine, Antonio De Nicolo, che ha tenuto a precisare come la coincidenza tra le perquisizioni e l’avvio, proprio nella giornata odierna, di Friuli Doc a Udine sia del tutto casuale.

E la stessa notizia è piombata su Friuli Doc, la rassegna enogastronomica che proprio oggi, giovedì 10 settembre, ha aperto i battenti. La presidente della Regione, Debora Serracchiani, si è detta molto preoccupata.

Serracchiani: “Sono molto preoccupata”
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«Per responsabilità di qualcuno che non si comporta bene - ha detto - rischiamo di mettere in crisi l'intero sistema dell'agroalimentare, non soltanto regionale, ma di tutto il Paese».

Torniamo all'inchiesta. «Avremmo preferito attendere la fine della manifestazione – ha detto De Nicolo – e non è affatto nostra intenzione guastare la festa a nessuno, ma siamo stati costretti ad anticipare le perquisizioni e i sequestri, perchè avevamo avuto sentore che la notizia delle indagini si stava diffondendo e non potevamo rischiare che trapelasse prima di eseguire gli accertamenti. Un’uscita prematura sulla stampa avrebbe vanificato il nostro lavoro».

De Nicolo ha voluto inoltre lanciare un messaggio rassicurante ai consumatori, ricordando non soltanto come la sostanza su cui si indaga non sia dannosa per la salute umana, ma anche come l’inchiesta punti a mettere fuori gioco aziende che trasgrediscono la legge, a tutto discapito dei viticoltori onesti.

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Udine 29 aprile 2015 pubblicità progresso Telefoto Copyright Petrussi Foto Press - Massimo Turco

A rifornire le aziende finite nel mirino della Procura sarebbe stato un chimico friulano, Ramon Persello, 39 anni di Attimis, considerato un genio della chimica, che produceva e vendeva loro la sostanza proibita. Sono state proprio le segnalazioni di alcuni viticoltori che di quella sostanza non hanno mai voluto fare uso a mettere sul chi va là gli investigatori, segnalando loro i suoi traffici.

A quanto appreso, tra le 17 aziende sottoposte a perquisizione e presenti nelle zone del Collio e dei Colli orientali del Friuli, figurano anche i nomi di etichette molto note e con un vasto mercato commerciale.

Per tutti, chimico compreso, l’ipotesi di reato contestata è il concorso in frode nell’esercizio del commercio. L’inchiesta è coordinata dal pm Marco Panzeri.

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