A Udine il vandalo colpisce ancora, cittadini esasperati: «Ogni giorno è un rischio»
L’assessore Toffano: «Adesso contiamo di coglierlo in flagranza di reato». L’ultimo episodio martedì sera, dopo la riunione di quartiere a Laipacco. C’è chi vuole farsi giustizia da solo: «Se lo vedete, avvisate le forze dell’ordine»

Felpa scura, il cappuccio alzato, giacca verde, nonostante il caldo. Due ruote per gli spostamenti, una bici – o più, stando alle testimonianze raccolte – a tradire l’area, circoscritta, in cui il vandalo seriale agisce spaccando i vetri delle auto che gli capitano sotto tiro. Via Buttrio e via Del Bon, poi via Laipacco e via Monzambano, via Marghera con via Valeggio.
Infine, via Prasingel, l’ultima entrata far parte dell’elenco, a poche ore dalla seduta del consiglio di quartiere partecipato in cui martedì si è discusso proprio della caccia all’uomo che da gennaio sta tenendo in scacco Laipacco, senza però escludere il centro città. Il soggetto, sulla trentina, sarebbe di nazionalità straniera.
«Erano circa le 22.15: la nostra vicina si trovava in terrazza quando ha sentito un colpo e poi ha visto una persona passare di lì in sella a una bici», racconta Sandro De Sabbata, mercoledì presente insieme ad altri residenti della zona all’osteria Dal Nape, l’occasione servita per tirare ancora una volta le fila sul caso dello “spacca vetri”.
«Anch’io, dall’interno di casa mia, ho sentito il rumore, ma il tempo di uscire e il vandalo era già scappato. Abbiamo fatto querela. Si tratta senz’altro di una persona con dei problemi: dispiace perché poi la gente ci naviga, specialmente nell’ambito della politica, facendo di tutta l’erba un fascio».
Mesi or sono, la vicenda era cominciata con la prima spaccata all’azienda Porzio, purtroppo non isolata, come inizialmente si sarebbe potuto credere. I filmati registrati nel tempo hanno consentito alla polizia locale di giungere all’identificazione del sospettato. Nei suoi confronti, come già dichiarato dall’assessore comunale competente, Rosi Toffano, i vigili hanno richiesto al pubblico ministero una misura cautelare. «Riteniamo di aver individuato il soggetto», ha nuovamente chiarito l’esponente della Giunta De Toni.
«Ora attendiamo le valutazioni del pm. La chiave sarebbe riuscire a cogliere questa persona in flagranza di reato, o comunque basterebbe che il pm ritenga di avere elementi sufficienti per poter chiedere l’applicazione di una misura cautelare. Noi, insieme alle altre forze dell’ordine, siamo sempre presenti sul territorio. La collaborazione coi cittadini, in tal senso, si sta rivelando molto importante: rappresenta un valore aggiunto».
Ecco, i cittadini. Fra le prime a vedere la propria auto danneggiate dal vandalo seriale c’è Sara Lirussi. Per lei, la “sorpresa”, è arrivata al mattino della domenica delle palme: «Ho pensato a una ragazzata, escludendo che fosse un attacco alla mia persona. Anche i carabinieri, all’epoca, mi dissero che si trattava di un caso insolito, magari frutto di una lite tra due o più persone. Da lì, un signore mi ha detto di aver visto un ragazzo che girava in bici con un secchio pieno di sassi. La gente ha iniziato a fare attenzione ma gli episodi, giorno dopo giorno, sono aumentati». E ormai quasi non si contano. Almeno venti le macchine finite del mirino del vandalo.
«Ogni giorno è un rischio», l’opinione comune. «C’è chi vorrebbe aspettarlo dentro alla propria auto per riuscire finalmente a beccarlo», ha spiegato la coordinatrice del consiglio di quartiere, Silvana Munaretto, «ma io invito a non agire in autonomia. Piuttosto, si chiamino le forze dell’ordine. È importante poi fare querela».
Palpabile l’amarezza di Lucio Coccolo: «Una volta qui tenevamo le porte di casa aperte. Se si faceva qualche marachella, sapevano tutti subito chi era stato l’autore, ci si conosceva. Certo, la delinquenza c’era, ma erano casi isolati: adesso Laipacco sembra stia diventando il covo del male. Ma capisco le forze dell’ordine: beccare questa persona in flagranza di reato non deve essere assolutamente facile».
Spostando l’attenzione al centro città, fra sabato e domenica altri due casi si sono registrati in Borgo Stazione, come segnalato da un nostro lettore che ha preferito mantenere l’anonimato. In uno dei due episodi, riferisce, «un individuo incappucciato è stato visto lanciare una pietra sul lunotto della mia auto».
Il modus operandi lo stesso applicato a Laipacco. Ed è proprio nel quartiere alla periferia di Udine, quindi, che l’attenzione rimane ancora alta. «Da quanto ho sentito», la conclusione di De Sabbata, «il vandalo, dopo aver spaccato un vetro, pare si rifugi in via Giulia», quindi fra i ruderi di un’area in degrado. Su questo, al momento, non vi sono certezze. Né tantomeno vi è piena sicurezza relativamente alla fascia oraria scelta dall’uomo per colpire. In genere, le spaccate avvengono tra le 22 e le 23.30, ma non sono mancati episodi in cui i reati si sono registrati di prima mattina o comunque in pieno giorno.
La caccia, insomma, continua. A tal proposito, resta valido l’invito rivolto a quanti siano in possesso di immagini ritraenti il vandalo: «Portatele alle forze dell’ordine», l’appello di Munaretto, nel segno di quella sicurezza partecipata che potrebbe fare la differenza.
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