Terremoto in Venezuela, la notte d'angoscia di un friulano: «Non riesco ancora a trovare due amici a Caracas»
Oscar Floreani, nato nelle Ande venezuelane e residente a Majano, ha trascorso ore al telefono per avere notizie dei familiari dopo il sisma. «I parenti stanno bene, ma due persone a cui sono molto legato non rispondono ancora»

Ha passato l'intera notte cercando notizie dal Venezuela, alternando chiamate, messaggi e tentativi di contatto. Il forte terremoto che ha colpito il Paese sudamericano è stato seguito con apprensione anche in Friuli da Oscar Floreani, venezuelano di origine friulana residente a Majano da otto anni.
Mentre le notizie sul sisma si susseguivano, il suo pensiero era rivolto soprattutto ai familiari e agli amici rimasti oltreoceano.

«I miei parenti stanno bene, ma mancano all'appello due amici»
Floreani lavora nello stabilimento Enovis, ex LimaCorporate, dove opera nell'area dedicata agli imballaggi delle protesi chirurgiche. Nato a Valera, nello stato andino di Trujillo, conserva ancora forti legami con il Venezuela.
«Ho fatto chiamate per tutta la notte. Grazie a Dio i miei nipoti, i cugini e gli altri parenti che vivono a Valera stanno bene», racconta.
La preoccupazione, però, non è ancora finita. Due suoi amici che vivono a Caracas risultano infatti irreperibili.
«Non riesco ancora a trovarli. Siamo un gruppo di amici che sta cercando di contattarli e speriamo di avere presto loro notizie».
Dalle radici friulane all'arrivo in Italia
La storia di Oscar è quella di una famiglia profondamente legata al Friuli. I suoi genitori, originari rispettivamente di Madonna di Buia e Tarcento, emigrarono in Venezuela nel 1948.
Nel corso degli anni Floreani ha mantenuto i rapporti con la terra d'origine attraverso l'Ente Friuli nel Mondo e ha partecipato a diverse iniziative di solidarietà rivolte alla comunità venezuelana.
Nel 2018 è arrivato in Italia insieme alla famiglia, inizialmente per assistere la sorella malata. Successivamente ha deciso di stabilirsi definitivamente in Friuli, anche a causa della difficile situazione economica e sanitaria che il Venezuela stava vivendo.
«Il Paese conosce il rischio sismico, ma serve più prevenzione»
Secondo Floreani il terremoto riporta al centro dell'attenzione una fragilità nota del territorio venezuelano.
«Il Venezuela convive da sempre con il rischio sismico. Ci sono faglie importanti e Caracas ha già vissuto terremoti molto forti nella sua storia», spiega.
Pur riconoscendo che molte costruzioni sono state realizzate seguendo criteri antisismici, ritiene che ci sia ancora molto da fare sul fronte della preparazione alle emergenze.
«Manca una vera cultura della prevenzione. Bisognerebbe investire maggiormente nei piani di evacuazione, nell'informazione e nella formazione della popolazione sui comportamenti da adottare durante un'emergenza».
La speranza e l'appello alla solidarietà internazionale
Nonostante l'ansia per gli amici ancora irreperibili, Oscar cerca di mantenere la fiducia.
«Ho tanta fede che si tratti soltanto di un problema nelle comunicazioni e che possano rispondere presto», afferma.
Lo sguardo è già rivolto anche alla fase successiva all'emergenza, quando saranno necessari aiuti e supporto internazionale.
«In questo momento sarà fondamentale la cooperazione internazionale, non solo attraverso gli aiuti materiali ma anche con il sostegno tecnico e i soccorsi specializzati. Dopo tante difficoltà affrontate negli ultimi vent'anni, il Venezuela si trova ancora una volta davanti a una grande prova. Dobbiamo andare avanti e non mollare».
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