Vaccini, i presidi del Fvg contro la circolare Grillo: «L’autocertificazione non può bastare»

La circolare dello scorso 6 luglio sulle vaccinazioni obbligatorie che porta la firma dei ministri della Salute, Valeria Grillo, e dell’Istruzione, Marco Bussetti, non convince i dirigenti scolastici del Friuli Venezia Giulia. In base al provvedimento, per garantire la frequenza alle lezioni dei figli i genitori avrebbero potuto limitarsi a presentare un’autocertificazione sulle immunizzazioni effettuate.
«Ma la gerarchia delle fonti normative ha una sua rilevanza», eccepisce Teresa Tassan Viol, presidente regionale dell’Anp, l’associazione nazionale dei presidi, l’organizzazione che ha espresso le critiche più aspre alla circolare governativa. «La legge di riferimento è la cosiddetta Lorenzin, che prevede l’obbligo di presentare all’atto dell’iscrizione una certificazione rilasciata dalle Asl sulle vaccinazioni. Se alcuni alunni saranno esclusi, resteranno fuori per colpa dei genitori, non certo per le lacune di dirigenti o professori», precisa la rappresentante dei presidi.
Che conferma sostanzialmente la granitica posizione dell’Anp a livello nazionale: «Fin quando non c’è il certificato della Asl la frequenza non è possibile, ma l’iscrizione rimane. La frequenza può avvenire dopo la consegna della documentazione a scuola», ha indicato l’Associazione dei presidi, ribadendo le proprie perplessità di fronte all’idea di classi differenziali, composte da soli bimbi immunizzati in cui inserire i piccoli immunodepressi.
«La circolare di Bussetti e Grillo mette in seria difficoltà le scuole e chi ha il compito di rappresentarle e organizzarne il funzionamento – aggiunge Tassan Viol –. L’acquisizione delle certificazioni firmate dalle aziende sanitarie era data ormai per assodata, come previsto dalla legge vigente: questa sorta di emendamento al decreto proposto dal governo crea grattacapi non di poco conto e sembra voler quasi scaricare sui dirigenti le responsabilità».
Sostanzialmente in linea la sezione regionale dell’Andis, l’associazione nazionale dirigenti scolastici, rappresentata in Fvg dal preside del liceo Marinelli di Udine, Stefano Stefanel: «L’Anp esprime una posizione condivisibile, ma è quantomai opportuno evitare il muro-contro-muro con governo e famiglie che dovessero presentare all’atto dell’iscrizione la semplice autocertificazione: di fronte a un rifiuto, queste potrebbero sentirsi in dovere di presentare ricorso, considerate le linee indicate nella circolare firmata da Bussetti e Grillo».
Secondo Stefanel, il rischio è quello di una confusione normativa «in cui ogni dirigente va per conto suo, decidendo come meglio crede. È quantomai opportuno che il governo assuma una decisione univoca sulla questione». Il governo, tuttavia, non pare intenzionato a innestare la retromarcia: «Lo strumento dell’autocertificazione è stato usato per tutto il 2017, non capisco questa presa di posizione di ieri. Lo useremo anche per il 2018 perché Lorenzin non ha istituito l’Anagrafe vaccinale e non volevamo caricare il cittadino di un onere ulteriore costringendolo a fornire tutta la documentazione» , ha commentato ieri il ministro della Salute, Valeria Grillo, intervenendo nel dibattito nato dopo la levata di scudi dell’Anp. –
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