Università e Udinese alleate nella ricerca: «Così creiamo valore»
Intesa sullo scambio di competenze ed esperienze. La collaborazione spazierà dai temi della formazione a quelli della mobilità e della sostenibilità

«Dobbiamo creare valore qui e oggi». Nelle parole dell’amministratore delegato dell’Udinese Calcio, Franco Collavino, è racchiuso il senso del protocollo d’intesa siglato ieri tra il club bianconero e l’Università di Udine. Un accordo che va oltre la semplice formalità e punta a trasformare una collaborazione già consolidata in un progetto stabile di sviluppo per il territorio, mettendo in rete ricerca, formazione, innovazione e sostenibilità.
A sottoscrivere l’intesa sono stati il rettore Angelo Montanari e lo stesso Collavino, affiancati dal referente scientifico Andrea Cafarelli. L’obiettivo è rafforzare sinergie esistenti e aprire nuove collaborazioni nei settori della ricerca applicata allo sport, della medicina, delle scienze motorie, della data science, della sostenibilità ambientale e della formazione degli studenti.
Per Montanari la firma rappresenta «un punto di passaggio», inserendosi in un percorso costruito negli anni. «Il rapporto con l’Udinese è una realtà consolidata da anni e si è sviluppato in molti ambiti», ha ricordato il rettore, richiamando tra gli esempi più significativi il Graduation Day ospitato al Bluenergy Stadium, «un evento simbolico che ha segnato per la nostra comunità il ritorno alla normalità dopo l’esperienza del Covid».
L’intesa consentirà di ampliare collaborazioni già avviate nel polo universitario di Gemona, dove si sviluppano i corsi di Scienze motorie, ma anche in ambiti interdisciplinari. «Pensiamo alla scuola sulla resilienza, ai temi della sostenibilità, della mobilità, della gestione dei rifiuti e della valutazione dell’impatto degli eventi. Sono tutti campi nei quali possiamo lavorare insieme con grande efficacia», ha spiegato Montanari, indicando anche un ulteriore obiettivo: coinvolgere l’Udinese nelle attività di orientamento universitario attraverso testimonianze rivolte ai futuri studenti.
Per il club bianconero la collaborazione rappresenta un investimento strategico, tanto più significativo nell’anno del 130° anniversario della società. «Oggi parliamo dello sport nella sua forma più alta, quello che produce effetti positivi sul territorio, sulla comunità e soprattutto sui giovani», ha sottolineato Collavino.
«Questa non è una firma simbolica: vogliamo dare corpo e sostanza a collaborazioni che esistono da anni, rendendole più ampie e più durature». L’amministratore delegato ha richiamato il tema del trasferimento tecnologico tra università e imprese, applicandolo al mondo dello sport professionistico.
«Chi vediamo in campo è solo l’espressione finale del lavoro di tante persone che operano nei laboratori e nei centri di ricerca. L’Udinese ha sempre creduto nella tecnologia e nella scienza per costruire un vantaggio competitivo».
Oggi, ha aggiunto Collavino, la sfida è duplice: «Ricevere competenze e trasferimento di conoscenze dall’Università e offrire ai giovani una vetrina internazionale, contribuendo a rendere il territorio sempre più attrattivo».
A evidenziare la portata trasversale dell’accordo è stato Andrea Cafarelli. «Non c’è praticamente dipartimento che non possa essere coinvolto», ha osservato. Dall’agraria, con gli studi sui terreni di gioco, fino alla medicina, alla fisioterapia e ai dottorati di ricerca, «il materiale di lavoro c’è e questa collaborazione sarà utile in entrambe le direzioni: l’Università offrirà competenze, ma potrà anche apprendere dall’esperienza maturata dall’Udinese sul campo».
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