Un’impresa durata quasi 24 ore

Il racconto prova per prova della marcia trionfale di Eros Bravo all’Ironman

SPILIMBERGO

Ci sono voluti 23 ore, 41 minuti e 21 secondi, ma la grande fatica accumulata in quasi un giorno intero di gara alla fine è stata premiata. Lo spilimberghese Eros Bravo, classe 1963, ha tagliato per primo il traguardo del doppio Ironman di Bakovci, località vicina a Maribor, in Slovenia. La gara era valida come prova della coppa del mondo della Iuta (International ultra triathlon association) e come campionato europeo.

Il via viene dato alle 16 del venerdì e la prima fase si disputa nelle acque del lago di Bakovci, poco fuori del paese. I concorrenti sono chiamati ad affrontare 7,6 chilometri di nuoto. La temperatura particolarmente alta dell’acqua mette a dura prova il fisico degli atleti a causa della disidratazione. Eros, nonostante il nuoto sia il suo punto debole, esce tra i primi, nel tempo di 2 ore 40’08’’. Dopo un veloce cambio, il triathleta spilimberghese inforca la bicicletta e affronta il trasferimento verso il circuito, dove lo attendono 105 giri, pari a 360 chilometri, sui pedali. Sono le 19 circa e davanti c’è tutta la notte da trascorrere in sella. Questa è la fase più dura dal punto di vista mentale, soprattutto nelle ore prossime all’alba. Nella prima parte della frazione sulle due ruote il pubblico sloveno è numeroso a incitare i concorrenti al loro passaggio, soprattutto nel centro abitato di Bukovci, dove impazza la festa tra fiumi di birra, ma con il trascorrere delle ore e l’incombere della notte va via via sparnedo, sino a che gli atleti non rimangono soli o quasi (ad accompagnarli nella loro fatica soltanto gli organizzatori e gli addetti ai rifornimenti). La prova ciclistica costituisce però il punto di forza di Eros Bravo, che recupera posizioni e, dopo 11 ore 20’40’’ a pedalare, si ritrova al secondo posto della graduatoria. Meglio di lui fa soltanto l’austriaco Michael Kreis, che però pagherà lo sforzo ritirandosi nella prova di corsa a piedi.

Sono le 6 del mattino. Lo spilimberghese è ancora tonico e affronta il cambio vestiti in grande velocità. Non si siede neppure, infila le scarpe e si prepara ad affrontare gli ultimi, infiniti 84 chilometri della doppia maratona. La mattinata è ventilata, ma il sole comincia a fare alzare sempre più la temperatura man mano che la giornata avanza. Eros si è saputo gestire bene nelle prime due frazioni, così, mentre Kreis alza bandiera bianca, lui non molla, si ritrova al comando e riesce a tenersi alle spalle il secondo e il terzo, il croato Dario Ivanagic e l’ungherese Ferenc Szonyi. Dalle 11 il caldo si fa insopportabile e mangiare diventa sempre più difficile. Vista la lunghezza della gara, infatti, bisogna continuamente rifornirsi di zuccheri assumendo cereali, cioccolato, frutta, bibite, oltre ad acqua in grande quantità. La fatica e il sonno si fanno sentire, è il momento più critico, ma Eros stringe i denti e allunga sui rivali più diretti. Il traguardo si avvicina e l’emozione scrolla di dosso qualsiasi tossina. All’arrivo è un tripudio per l’“uomo d’acciaio” spilimberghese e per quanti lo hanno accompagnato in questa sua esaltante avventura, in particolare la sorella Sabrina e Tiberio che si sono occupati dei rifornimenti lungo tutto l’arco della gara. Anche se non è riuscito a migliorare il record personale di 23 ore e 24 minuti, a causa soprattutto del caldo, per Eros Bravo c’è la soddisfazione di avere conquistato un risultato di valore assoluto, considerato che la prova, valida come campionato europeo di doppio Ironman, metteva a confronto i migliori specialisti del Vecchio Continente.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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