Una folla commossa per l’addio a Lorenzo

Partecipazione al funerale del 39enne alpino dell’Ottavo reggimento di Venzone morto in seguito a un incidente stradale
Reana del Rojale 13 Dicembre 2018 funerale alpino Agenzia Petrussi foto Massimo Turco
Reana del Rojale 13 Dicembre 2018 funerale alpino Agenzia Petrussi foto Massimo Turco



Un abbraccio corale e sincero, un ultimo saluto pieno di affetto e tanta commozione. Questo si è respirato ieri pomeriggio ai funerali di Lorenzo La Vittoria, il 39enne reanese deceduto in seguito ai traumi riportati in un incidente stradale che lo ha coinvolto mentre viaggiava sulla sua Vespa.

Un’intera comunità, sgomenta per l’accaduto, si è stretta attorno ai genitori Giovanni e Luisa, alla moglie Elisa – con cui si era sposato il primo settembre scorso – e ai familiari per dare l’ultimo saluto a “Lurèns”, giovane molto noto nel territorio e con tanti amici che prestava servizio nell’Ottavo reggimento alpini della Brigata Julia di stanza a Venzone.

Giunto sul sagrato della chiesa parrocchiale di Reana, il feretro è stato caricato a spalla da sei alfieri, scelti fra i soci alpini del gruppo reanese e fra gli amici di Lorenzo, e portato all’interno fino sotto l’altare. Qui sono subentrati sei alpini in armi che hanno fatto da piantone a “Lu” per tutta la durata della cerimonia funebre.

«Sei entrato come un sole in noi e ora, ovunque tu sarai, noi saremo con te» e «Non se semo visti, se semo vissuti. Mandi anime». Così gli amici hanno voluto salutare Lorenzo all’inizio della messa con parole che hanno fatto ben comprendere l’importanza e l’intensità con cui è stata vissuta quest’amicizia. Don Alan Iacoponi, che ha celebrato il rito assieme ad altri tre sacerdoti, fra i quali il parroco del Rojale, don Agostino Sogaro, nel corso dell’omelia ha evidenziato il legame che Lorenzo era riuscito a creare con tutti.

«Non è molto importante la durata della vita, ma sono invece importanti sia l’intensità con cui questa è stata vissuta, sia il segno che una persona lascia nei cuori. E Lorenzo ha lasciato un segno nel cuore di tutti. Ora non possiamo comprendere perché se ne sia andato, ma un giorno capiremo: affidiamoci con fiducia nelle mani del Signore».

Una folla di persone, fra cui una folta schiera di alpini in armi, ha preso parte alle esequie alle quali hanno partecipato anche la sezione Ana di Udine, il Gruppo alpini di Reana e numerosi gruppi contermini con i loro gagliardetti, l’Afds del Rojale con il labaro e la sezione Anc rojalese con il suo vessillo.

La “Preghiera dell’alpino” letta da un ufficiale, il brano “Signore delle cime” intonato dal coro parrocchiale di Reana e un commovente saluto da parte del capogruppo Ana di Reana, Daniele Bertoni, hanno concluso la cerimonia prima che il feretro fosse riportato a spalla sul sagrato della chiesa.

Lì, alla moglie Elisa è stato consegnato il cappello alpino di Lorenzo con le medaglie, mentre gli amici musicisti del gruppo “I Splumats”, con le loro note, hanno salutato per l’ultima volta il “guerriero dall’animo buono” il cui ricordo rimarrà indelebile per sempre. —



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