«Un cantiere per rigenerare tutta la Carnia»

TOLMEZZO. «Un cantiere per rigenerare tutta la Carnia». Lo ha detto il sindaco Brollo presentando, ieri, ai cittadini al Nuovo Cinema David lo studio di fattibilità sui possibili scenari futuri per l'ex Caserma Cantore sviluppato dalla Fondazione Nord Est e commissionato dal Carnia Industrial Park(Cip).
All’evento, organizzato da Comune, Cip e Uti della Carnia, Stefano Micelli di Fondazione Nord Est e l’architetto Massimo Fadel hanno illustrato al pubblico il masterplan, il cui punto di partenza è stato un anno fa il coinvolgimento di cittadini, associazioni e gruppi, operatori della cultura, della scuola e della formazione, dell'impresa e del turismo, studenti e un’analisi comparata con i più interessanti esempi di rigenerazione urbana nazionali e internazionali. Il percorso continuerà a coinvolgere attori pubblici e privati nelle fasi successive.
Per il presidente del Cip, Mario Gollino «Il progetto, oltre a beneficiare di uno spazio fortemente simbolico, si pone l’obiettivo di segnalare una possibile svolta nella traiettoria di sviluppo della Carnia, contrassegnata, negli ultimi anni,da una pesante riduzione della popolazione e dal suo progressivo invecchiamento. “Villa e Opificio Linussio” può diventare il crocevia capace di attirare risorse dall’esterno e nello stesso tempo aprire la Carnia a nuove opportunità di sviluppo». Per il sindaco Brollo dunque quello di ieri è stato «il momento formale di avvio di un cantiere di rigenerazione territoriale per tutta la Carnia. Un territorio che si trova dinnanzi a un’opportunità concreta di sviluppo socio economico basato su nuove e più aperte visioni come il ritorno della manifattura negli spazi urbani, la diffusione di spazi tipo coworking e laboratori, nuove modalità di interazione tra cultura e formazione, turismo dinamico e alternativo. Diamo così al territorio un obiettivo e una strategia per rilanciarsi». Soddisfatto del lavoro svolto e della partecipazione alle attività di raccolta delle proposte, Micelli: «Bellissime storie d’impresa e di manifattura avanzata, associazionismo spontaneo e fermenti culturali, natura incontaminata e attività sportive outdoor, giacimenti gastronomici e piccole produzioni agricole di assoluto livello. È da queste (ri)scoperte e valorizzazioni che siamo partiti per immaginare un“contenitore” innovativo in grado di svolgere il ruolo di propulsore e magnete di una nuova rinascita di tutta la Carnia». (t.a.)
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto







