Udine, trascritto il primo matrimonio same-sex in regione

Honsell: “E’ nostra intenzione promuovere un’azione per il pieno riconoscimento dei diritti civili dei cittadini”. Deperu (Arcigay) ai sindaci del Fvg: “Abbiate il coraggio di scendere al nostro fianco in questa battaglia di civiltà”

UDINE. "La decisione che abbiamo preso di fronte alla richiesta di queste cittadine nasce da una analisi giuridica specifica condotta dai nostri uffici e che ci permette di riconoscere la possibilità di trascrizione del loro matrimonio contratto all'estero nei registri di stato civile del Comune di Udine.

Il nostro non è un atto che si sostituisce a quello che è un vuoto legislativo e che può essere colmato soltanto dal Parlamento, ma vuole essere un contributo concreto per spingere il Parlamento stesso ad armonizzare la normativa italiana a quella della maggior parte degli altri Paesi europei. E questo con profondo rispetto delle norme italiane che in nessun misura si intende violare".

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Così il sindaco di Udine, Furio Honsell, ha reso noto, primo caso in Regione, l'avvenuta trascrizione del matrimonio delle due cittadine, di cui una udinese, sposatesi in Sudafrica e che hanno presentato richiesta a Udine.

La trascrizione del loro matrimonio nei registri di stato civile del Comune, avvenuta il 30 settembre scorso, segue l'incontro tenutosi il giorno prima con il primo cittadino del Comune di Pordenone, Claudio Pedrotti, e del vicesindaco di Trieste, Fabiana Martini.

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Un incontro organizzato per trovare una posizione condivisa su questa tematica e conclusosi con la decisione di valutare caso per caso ogni singola richiesta. Esattamente come ha fatto palazzo D'Aronco che ha accolto, dopo un'attenta verifica, la richiesta delle due cittadine residenti a Bruxelles.

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"La nostra intenzione - spiega ancora Honsell - è quella di promuovere, in piena legalità, un'azione per il pieno riconoscimento dei diritti civili dei cittadini. Diritti che non possono e non devono discriminare in base all'orientamento sessuale dei cittadini stessi. Il significato del nostro atto è quindi un effettivo contributo a mostrare come anche un diniego aprioristico alla trascrizione di fatto non sia nemmeno legittimato dall'ordinamento".

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