Matrimoni gay, Vita Cattolica attacca i sindaci

UDINE. La decisione dei sindaci di Udine, Trieste e Pordenone di valutare caso per caso le domande di trascrizione dei matrimoni gay celebrati all’estero, manda su tutte le furie la Chiesa friulana che passa all’attacco accusando i primi cittadini di aver violato la Costituzione e aperto un caso politico nel Pd. Ma non solo perché Roberto Pensa, il direttore del settimanale diocesano “La Vita Cattolica, nel suo editoriale “La strana Costituzione del sindaco Honsell” invita i prefetti e il vice segretario del Pd, Debora Serracchiani, a «bloccare sul nascere ogni iniziativa del genere».
Pensa fa riferimento all’interrogazione del deputato friulano, Gian Luigi Gigli, e alla risposta del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per ribadire che «la disciplina del matrimonio contenuta nel Codice civile è fondata sulla diversità di sesso dei coniugi». Posizione, questa, - scrive sempre il direttore - «suffragata dalla Corte costituzionale sulla base dell’articolo 29 della Costituzione che fa riferimento al matrimonio tradizionale. Quindi secondo Pensa e Alfano atti di trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero, come quelli dei Comuni di Bologna e di Pordenone, sono invalidi e inefficaci.
Alla luce di tutto ciò, i sindaci di Udine e Pordenone, Honsell e Pedrotti, e il vice sindaco di Trieste, Fabiana Martini, non avrebbero dovuto decidere «scientemente di andare contro la legge e la Costituzione» visto che «questo loro atto non produrrà alla radice nessun effetto giuridico, rimanendo puro gesto di propaganda e pura illusione per le coppie interessate». Pensa si chiede infatti: «Perché l’hanno fatto? Sono stati spinti dalla comune matrice politica?».
Ecco la risposta: «Assolutamente no, dal momento che la posizione del Pd non è assolutamente quella di aprire il matrimonio alle coppie dello stesso sesso, decisione che comporterebbe una modifica della Costituzione. I Padri della Repubblica, infatti, esclusero senza dubbio la possibilità di matrimonio omosessuale, legando l’istituto della famiglia alla sua espressione naturale, di unione tra uomo e donna. Il Pd intende quindi proporre uno strumento legislativo che attribuisca alcuni diritti fondamentali alle coppie di fatto, in qualsiasi modo siano composte».
Ricordato tutto ciò, Pensa accusa Honsell di voler sfidare il partito di Renzi contrario ai matrimoni gay e favorevole ai Dico, quando spiega che la sua posizione è sempre stata chiara e si impegna «a consentire alle persone il pieno raggiungimento dei loro diritti».
E ancora: «Peccato che questa presa di posizione stoni con altre dichiarazioni rese più volte dal sindaco in occasione della Festa della liberazione. È ben singolare che sulla base di convinzioni personali arrivi da Honsell un duro attacco a principi di fondo che furono condivisi in Assemblea costituente da Palmiro Togliatti e Nilde Jotti, la «coppia di fatto» per eccellenza della sinistra italiana». Secondo Pensa insomma Serracchiani «dovrebbe fermare l’iniziativa di Udine, Pordenone e Trieste.
Le posizioni sono roventi anche a palazzo D’Aronco dove Sel continua a contestare la valutazione del caso per caso mentre l’anima cattolica del Pd con in testa il vice capogruppo Claudio Freschi, ripete che in assenza di una legge la direttiva del sindaco che consentirebbe di accogliere tutte le domande di trascrizione dei matrimoni gay celebrati all’estero sarebbe impugnata il giorno dopo la sua entrata in vigore.
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