Polizia locale di Udine, il Tar accoglie il ricorso di Carestiato: svelati i tre addebiti del Comune
Annullato il no di Palazzo D’Aronco sui dettagli del recesso: sotto accusa dichiarazioni alla stampa e la partecipazione a un forum. L'ex comandante potrà impugnare l'estromissione

Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha accolto il ricorso dell’ex comandante della polizia locale di Udine, Paolo Carestiato, in merito alla richiesta di chiarimenti legati al recesso dal rapporto di lavoro per mancato superamento del periodo di prova comunicato allo stesso dal Comune lo scorso 24 febbraio.
Annullando, di fatto, la scelta di Palazzo D’Aronco volta a non fornire i dettagli connessi alla vicenda, sono quindi stati individuati tre addebiti posti a fondamento del recesso: le dichiarazioni rese alla stampa il 20 gennaio 2026, a margine del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, in ordine alla disponibilità di dispositivi metal detector, ritenute lesive delle prerogative politiche dell'assessore di riferimento; la richiesta di qualificare come missione, anziché come ferie, la partecipazione, nei giorni 13 e 14 novembre 2025, al Forum nazionale della polizia locale di Pescantina; le dichiarazioni rese alla stampa in data 12 ottobre 2025 circa l'intenzione di implementare la dotazione organica e strumentale del comando, ritenute espressione di un'indebita invasione delle prerogative di indirizzo politico.
Alla luce di tutto ciò, ora Carestiato potrà presentare ricorso contro la scelta del Comune di estrometterlo dal comando della polizia locale del capoluogo udinese.
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