Ex comandante dei vigili licenziato, parla De Toni: «La mancata conferma è stata una scelta di tutti»
Il sindaco di Udine commenta dopo una settimana l’addio al comandante Carestiato: «La norma ci consentiva di rescindere dal contratto dopo il periodo di prova»

A una settimana dalla defenestrazione di Paolo Carestiato, e dopo diversi giorni di “no comment” alle spalle, il sindaco Alberto Felice De Toni ha deciso di parlare. Troppo grande, probabilmente, la pressione politica, sommata al fatto che l’ex comandante dei vigili urbani di Udine abbia annunciato l’intenzione di impugnare il suo licenziamento, per continuare a non proferire parola sul tema.
Così il primo cittadino, pur mantenendo la sua linea del Piave rappresentata dalla necessità di rispettare la privacy di Carestiato, prova a sanare i tanti mal di pancia emersi nel capoluogo friulano cercando di fissare tre concetti: la mancata conferma dopo il periodo di prova è prevista dalla legislazione nazionale, la decisione è stata collegiale e palazzo D’Aronco ha affidato al vicecomandante e alla segretaria Francesca Finco la gestione della polizia locale fino all’individuazione del nuovo numero uno di via Girardini.
Legislazione e motivi
De Toni, entrando nel dettaglio di quanto comunicato, si è affidato a una nota dell’ufficio stampa per spiegare quello che tutti, ormai, sanno e cioè che «il periodo di prova previsto dal contratto non è stato superato» dall’ex comandante della Polizia locale di Udine. Come stabilito dalle norme contrattuali vigenti, continua il sindaco, lo stesso lasso di tempo «consente, trascorsi i primi tre mesi, a una delle parti di recedere dal rapporto». Il Comune, pertanto «ha motivatamente esercitato il suo diritto di recesso del rapporto di lavoro».
Non è stata però, almeno così sostiene De Toni, una sua singola valutazione, bensì, come accennato, «il risultato di una valutazione condivisa, ponderata e approfondita da parte di tutti gli organi preposti alla scelta e alla verifica dell’incarico». Se qualcuno dovesse essere interessato alle motivazioni, in ogni caso, resterà deluso perchè il sindaco rimane ancorato al rispetto della privacy.
«Non si ritiene opportuno entrare nel merito delle osservazioni formulate – prosegue De Toni nella sua nota – , nel rispetto della privacy e della tutela personale del comandante». Una posizione che sarebbe a difesa di Carestiato il quale, tuttavia, ha già annunciato l’intenzione di voler fare causa al Comune perchè non ritiene valide le motivazioni addotte da palazzo D’Aronco per il recesso dal contratto di lavoro e, pertanto, prima o dopo quel documento degli uffici prima o dopo verrà letto anche dai non interessati. Con la conseguenza, pressochè certa, di alimentare nuovamente la polemica politica.
Le prossime mosse
Le carte, d’altronde, saranno lette da un giudice se non, forse, pure dai consiglieri comunali considerato come il centrodestra abbia raccolto le firme necessarie a richiedere una Commissione in materia e pare anche intenzionato a depositare un’interrogazione in Consiglio. De Toni, in questo senso, tira diritto e, anzi, cerca di rassicurare cittadini e vigili urbani sulla gestione dell’interregno confermando quanto letto sul portale dell’amministrazione con l’affidamento a Finco dell’organizzazione di via Girardini in coabitazione con il numero due del comando Fabrizio Di Matteo.
«In questa fase, che l’amministrazione ha intenzione di rendere più veloce possibile – prosegue il sindaco –, la responsabilità operativa è affidata al vicecomandante Di Matteo, mentre per la parte amministrativa il riferimento è la segretaria generale Finco». Una scelta contestata dai sindacati, ma che si muove nel solco di quanto già deciso lo scorso settembre al momento della fine dell’incarico di Eros Del Longo. Anche in quell’occasione, infatti, palazzo D’Aronco puntò su Finco ad interim in attesa di completare le procedure che avrebbero portato alla nomina di Carestiato.
E per il futuro, De Toni spiega che «l’amministrazione è già al lavoro per garantire la continuità del servizio e individuare in tempi brevi la soluzione più idonea per l’affidamento del comando della Polizia locale». Le opzioni, in fondo, sono due: un nuovo concorso pubblico, oppure lo scorrimento della graduatoria esistente approvata lo scorso anno e che porterebbe ad affidare l’incarico di comandante a Marco Muzzatti, impiegato con il medesimo ruolo a Gorizia. A meno che Carestiato, nel frattempo rientrato al comando di San Donà, non vinca il suo braccio di ferro con il Comune e venga reintegrato in ruolo. Sarebbe, nel caso, un bel problema, per i piani alti di palazzo D’Aronco.
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