Udine, centinaia in presidio per la morte del cane Pepe: «Giustizia per il piccolo angelo»

Manifestazione in via Divisione Garibaldi Osoppo per il cagnolino lanciato da un parapetto. Animalisti e politici divisi sulla legge contro il maltrattamento degli animali

Laura Pigani

«Giustizia per il piccolo angelo», «Ucciso, chiediamo giustizia». In centinaia, tra cittadini e appartenenti ad associazioni animaliste, si sono ritrovati in via Divisione Garibaldi Osoppo, a Udine Est, per esprimere solidarietà alla famiglia di Pepe, il cagnolino di 13 anni morto domenica alcune ore dopo essere precipitato da circa quattro metri da un parapetto in un’area condominiale.

A lanciarlo nel vuoto sarebbe stato un padre che temeva che l’animale potesse fare del male al figlioletto. Il figlio della proprietaria di Pepe, Davide Mostarda, aveva subito portato il cane dal veterinario, ma le condizioni erano troppo gravi. «Non immaginavo che tanta gente mi fosse vicina» commenta Mostarda, sottolineando di non aver ricevuto alcuna scusa dall’autore del gesto.

La morte del cane Pepe, manifestazione di solidarietà a Udine

Rizzi e Borrelli alla manifestazione

Della vicenda è stato interessato l’animalista siciliano Enrico Rizzi, che ha promosso il presidio, durato dalle 11 fino al primo pomeriggio, per attirare l’attenzione su una normativa che giudica ancora insufficiente. «Quello che è successo a Pepe è inaccettabile. È l’ennesimo caso di violenza sugli animali – afferma Rizzi – che purtroppo continuerà a rimanere impunito perché, nonostante la nuova legge, la n. 82/25, che definisco farlocca, le pene sono rimaste bassissime, sotto la soglia minima di impunibilità. Il minimo è passato da quattro a sei mesi, il massimo da 18 mesi a due anni, ma anche con la pena massima non si farà mai un giorno di carcere».

Rizzi critica l’assenza dell’arresto in flagranza, la possibilità dei riti alternativi e gli sconti di pena. «Se davanti a un cagnolino che non pesa neanche quattro chili lo lanci nel vuoto e lo fai morire tra atroci sofferenze, cosa insegni a tuo figlio? In un Paese normale questo soggetto sarebbe in galera».

Sulla stessa linea Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, presente al presidio, che ha rimarcato l’assenza delle istituzioni locali: «La legge sugli animali è una presa in giro e non è mai stata applicata. Se credete nei diritti degli animali, non basta farlo sui social: bisogna stare sul territorio».

La morte del cane Pepe, in centinaia a Udine al sit-in per chiedere giustizia. E il caso arriva in Parlamento

La presenza del Comune

Al presidio ha partecipato anche l’assessora comunale Rosi Toffano, che in mattinata aveva incontrato un familiare di Pepe per esprimere la vicinanza del Comune di Udine. Presente pure il consigliere Andrea Di Lenardo, capogruppo di Avs.

Le reazioni di cittadini e associazioni

Tra i manifestanti anche Elena Bergamini, arrivata da Latisana, con la scritta “Giù le mani dagli animali” sulla fronte. «Sono qui per contestare un fatto gravissimo – spiega – un cagnolino innocente è stato ucciso per futili motivi. La comunità è indignata e chiede leggi più severe».

«Abbiamo voluto portare la nostra solidarietà a Pepe e alla sua famiglia» afferma Arnaldo Zorzetto, presidente dell’associazione Gattolandia di Cividale. Stefania Damiani è scesa da Tolmezzo con il suo chihuahua Minou: «È impossibile pensare di fare del male a esserini così indifesi». «Non si può restare indifferenti» aggiunge Dania Bonino, di Udine.

Secondo Irene Giurovich, portavoce del Partito Animalista Italiano, «le leggi esistenti devono essere applicate, ma tutti vorremmo pene più severe». Il Partito Animalista ha formalizzato una denuncia alla Procura, sottoscritta dall’avvocato e presidente Cristiano Ceriello. Numerose le associazioni presenti, tra cui Leidaa, Enpa, I Rottamini di Kris e Nonnolandia.

No alle strumentalizzazioni

Non sono mancate le reazioni politiche. «Ritengo fuori luogo e strumentale liquidare come inutile una legge che ha reso le pene più severe e rafforzato gli strumenti di protezione» afferma Giulia Agostinelli, segretaria della Lega, presente al presidio. «Non serve propaganda, ma lavorare insieme per risultati concreti».

Sulla stessa linea Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera e coordinatore di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia: «È squallido trasformare la morte di un animale brutalmente ucciso in una passerella politica. Il Governo ha agito con serietà approvando una legge fondamentale come la legge Brambilla, che inasprisce le pene».

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