Cerca il rivale in amore ma picchia il fratellino di 12 anni: aggressore bloccato e arrestato

Spedizione punitiva per motivi sentimentali: il bambino, estraneo alla vicenda, è finito in ospedale con gravi traumi al volto

Giulia Soligon
Il giovane è stato ricoverato in ospedale a Pordenone
Il giovane è stato ricoverato in ospedale a Pordenone

Un pomeriggio di violenza brutale si è concluso con l’arresto di un ragazzo maggiorenne, ora in attesa della convalida della misura cautelare.

Il giovane si era presentato intorno alle 17 presso l’abitazione di un conoscente, nell’Azzanese, con l’intento di "chiarire" una disputa sentimentale. Ad accoglierlo in giardino è stato però il fratello dodicenne dell’interessato. La discussione è durata pochi istanti, poi è scoppiata la violenza. Il ragazzino è stato colpito ripetutamente al volto con pugni e schiaffi. La gravità delle lesioni riportate è stata tale da rendere necessario l’intervento del personale sanitario, sul posto con l’ambulanza. L’adolescente, dopo le prime cure sul posto, è stato accompagnato nel reparto di Pediatria del Santa Maria degli Angeli, dov’è rimasto anche la notte in osservazione. I traumi sono piuttosto gravi.

Dodicenne picchiato nel giardino di casa finisce in ospedale: l’aggressore cercava il fratello maggiore
L’intervento di un’ambulanza in un’abitazione (foto d'archivio)

Doppia aggressione in poche ore

L’episodio di Azzano non è stato l’unico della giornata. Poche ore prima, la violenza era esplosa all'interno di un istituto scolastico della provincia pordenonese. Durante una rissa nata per futili motivi, un tredicenne è stato colpito violentemente al volto da altri due studenti. Anche per lui si è reso necessario il ricovero in Pediatria.

L’allarme del primario: «Fenomeno in aumento»

I due casi, verificatisi a brevissima distanza, riaccendono i riflettori sull'escalation di aggressività tra i minori nel territorio. Un fenomeno confermato con preoccupazione da Roberto Dall’Amico, primario di Pediatria a Pordenone: «Negli ultimi anni i ricoveri legati a episodi di questo tipo sono in aumento. È la prima volta che ci troviamo di fronte a un fenomeno così accentuato tra i giovanissimi. È una situazione che impone una riflessione profonda e una presa di posizione, poiché sta cambiando radicalmente anche i modelli di assistenza pediatrica».

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