«Piccoli salotti nel salotto di Udine»: la sfida per trasformare i déhor di piazza San Giacomo

Addio moquette e spazi irregolari: il piano firmato Enrico Sello punta su stuoie flessibili in Pvc e strutture uniformi per i sette bar della piazza

Giuseppe Beltrame

Enrico Sello, architetto di 72 anni e una conoscenza decennale di vie e progetti di Udine che ha pochi eguali in città. È lui il candidato scelto nel 2023 dagli esercenti per rinnovare lo stile dei sette déhor di piazza San Giacomo, gli spazi esterni che accolgono i clienti sui tavolini disposti sul plateatico, e per proporre alla Soprintendenza una loro sistemazione definitiva.

La vicenda

Forme tondeggianti e materiali innovativi, “Il salotto buono” è il titolo del progetto di Sello, che però non ha mai ricevuto il via libera. «A seguito del dialogo che ha portato alla presentazione del piano nel 2023, l’ente non ha mai fornito una risposta», spiega l’architetto.

Gli spazi in origine erano stati dati in concessione agli esercenti nel periodo pandemico, a luglio 2020, e l’autorizzazione è stata poi rinnovata di anno in anno. I baristi attendono quindi da anni una risposta definitiva, che però tarda ad arrivare. L’attenzione sul tema si è riaccesa negli ultimi giorni, a seguito del cortocircuito comunicativo tra uffici comunali e l’amministrazione di martedì mattina.

La polizia locale aveva chiuso l’accesso agli spazi esterni dei bar dopo un sopralluogo, effettuato per la segnalazione di una donna inciampata in un cornicione della piazza qualche giorno prima. La vista delle transenne aveva immediatamente “acceso” gli esercenti.

Nel pomeriggio era quindi stata convocata una riunione urgente che aveva portato alla riapertura degli spazi già tra martedì sera e mercoledì mattina, a seguito di alcuni interventi di manutenzione su moquette e pavimentazione dei déhor. A seguito della vicenda gli stessi esercenti si erano poi proposti di rifare a loro spese la moquette. L’inizio dei lavori era previsto per venerdì scorso, ma a causa di ritardi con le consegne le operazioni prenderanno il via lunedi mattina e termineranno giovedì 6 agosto.

Il progetto

«L’idea alla base è creare dei piccoli salotti all’interno del salotto per eccellenza della nostra città», spiega Sello. Anche per questo le forme predilette dal progetto sono tondeggianti: «Il cerchio è sinonimo di aggregazione», aggiunge. L’architetto aveva proposto anche idee dal maggiore impatto visivo, «a me piace cambiare».

Le sue prime idee proponevano l’utilizzo di erba sintetica per ogni déhor e il posizionamento di totem che permettessero un più facile riconoscimento dei bar.

Entrambe le proposte sono state poi bocciate dalla Soprintendenza, che ha indirizzato il progetto su colori e forme più classici. «Anche gli ombrelloni e le fioriere avranno una forma tona, e i déhor avranno dimensioni e caratteristiche uniformi tra i vari esercizi», spiega Sello. L’idea è anche dare maggiore chiarezza ai clienti, «oggi in molti si siedono in un bar e vanno a pagare in un altro».

Su richiesta della Soprintendenza è stato anche ridotto lo spazio occupato sul plateatico, si è passati dagli attuali 55-60 metri quadri impiegati ai 45 futuri. Per la pavimentazione invece non sarà più proposta l’attuale moquette, di difficile pulizia. Si utilizzerà invece una stuoia flessibile in pvc, adatta ad ambienti frequentati, antiscivolo e resistente agli agenti atmosferici ed ai raggi uv, una sorta di “tappeto” drenante e autoposante che con la sua struttura aperta a ricciolo rimuove e nasconde sporco e umidità, consentendo una pulizia più agevolata.

«Si tratta di materiale ignifugo e riciclato, che mantiene la gradazione grigia per la pavimentazione della piazza, come indicato dalla Soprintendenza», aggiunge Sello. I déhor avranno forme di 7,60 metri di diametro e potranno accogliere comodamente dai sette ai nove tavolini.

Le tempistiche

Sello si è trovato a gestire anche la configurazione particolare del plateatico. «In pochi sanno che piazza San Giacomo non è di forma rettangolare, ma trapezoidale. Storicamente sono i palazzi infatti ad aver dato la forma alla piazza. Ma il posizionamento dei déhor ha seguito la conformazione del plateatico: è il progetto che nasce dal luogo, non viceversa». Gli esercenti si sono subito convinti dal progetto di Sello: «Erano molto soddisfatti dell’idea, ma sono stufi di aspettare una risposta dalla Soprintendenza».

Poi l’architetto si lascia andare a una considerazione: «Mi stupisce che un’operazione così semplice, debba avere un iter così lungo. Anche perché i déhor rimarranno removibili, niente sarà fissato al plateatico». La presentazione del piano, come da iter, era stata fatta pervenire nel 2023 alla Soprintendenza dall’architetto. «Per legge l’ente avrebbe 120 giorni di tempo per rispondere, direi che n’è passato qualcuno in più».

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto