
L’ex caserma Osoppo e la Cavallerizza diventano una fucina di cultura: «Casa aperta a tutti per musica e arti»
L’area, di oltre mille metri quadrati, può accogliere fino a 600 persone in piedi e 300 con posti a sedere. L’assessore Pirone: «Spazio moderno, europeo e inclusivo per i giovani»
Un nuovo laboratorio di cultura ha preso casa in città, nell’area dell’ex Caserma Osoppo, oggetto di un ampio progetto di riqualificazione che venerdì, 11 aprile, ha tagliato un altro importante traguardo: l’inaugurazione della Cavallerizza, uno spazio da oltre mille metri quadrati, in grado di accogliere fino a 600 persone per eventi in piedi e oltre 300 a sedere, e destinato a diventare un luogo aperto alla musica, alle arti e alla creatività.
Il progetto
Promossa dall’Orchestra giovanile filarmonici friulani (Off), da SimulArte e dal Coro del Friuli Venezia Giulia, con il Comune di Udine, proprietario e gestore dell’immobile, e con il sostegno della Regione, la Cavallerizza sarà un laboratorio creativo urbano permanente, aperto alla comunità e al territorio. Il progetto si fonda su un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro da parte dei partner, oltre a quelli sostenuti dall’amministrazione comunale, per adeguare lo spazio e trasformarlo in un contenitore culturale creativo aperto al pubblico e agli eventi, e può contare su un team di 21 professionisti, con un’età media di 31 anni.
La storia
È il 2019 quando Off e SimulArte si confrontano con il bisogno di trovare uno spazio condiviso e il loro progetto viene premiato, nel 2022, dalla Fondazione Friuli: l’accesso ai fondi Pnrr e l’ingresso del Coro del Fvg danno una svolta positiva, mentre il Comune realizza un intervento di riqualificazione architettonica e funzionale. «La nuova Cavallerizza è il coronamento di un viaggio lungo 25 anni – afferma Mario Gabriele Massarutto, presidente del Coro del Fvg – e l’inizio di una fase di crescita ulteriore». Sulla stessa linea di entusiasmo e soddisfazione anche Gabriele Bressan (presidente di Off) e Federico Mansutti (alla guida di SimulArte), che promettono «di trattare questo spazio con grande senso di responsabilità: lo dobbiamo a tutte le persone che in questi anni hanno lavorato insieme a noi e alla natura stessa del progetto»
L’architettura
A curare il progetto architettonico, diviso in aree funzionali (uffici e spazio per gli eventi) lo studio Otto Around Design, che ha «invertito la logica della caserma», come spiega Paola Veronese. Particolare attenzione è stata dedicata al comfort acustico, con pareti rivestite con pannelli fonoassorbenti, e all’identità visiva, curata da Fm Visual Design.
Il programma
Gli spazi sono pensati per ospitare attività artistiche e musicali, laboratori per tutte le età, eventi pubblici, percorsi di formazione per giovani, iniziative dedicate all’inclusione sociale, mostre ed esposizioni temporanee, con una programmazione che prevede ogni anno almeno 40 eventi e circa 120 giornate di apertura tra attività pubbliche, prove e utilizzi privati. La Cavallerizza ospiterà una sala prove condivisa, destinata alle realtà musicali promotrici, cui si aggiungeranno i concerti e le prove dell’orchestra sinfonica inclusiva Ami Ritmea, quarto partner del progetto.
Le istituzioni
La soddisfazione per l’apertura del nuovo spazio culturale all’ex Osoppo si coglie tanto dalle parole dell’assessore regionale alla Cultura Mario Anzil, quanto dalle dichiarazioni del suo omologo comunale Federico Pirone. «La Cavallerizza sarà un luogo dove i giovani potranno esprimere talento, idee e progettualità – dice il primo –, e per questi motivi crediamo nell’iniziativa e la sosteniamo». Un richiamo al percorso compiuto dagli albori di Experimental City a oggi viene dalla voce di Pirone: «Abbiamo immaginato il recupero di un’area in un nuovo quartiere cittadino e in quella scelta c’era già la visione – in cui la Cavallerizza si inserisce a pieno titolo – di una città europea, moderna e inclusiva verso i giovani». Presente alla serata inaugurale anche Bruno Malattia, presidente della Fondazione Friuli, che ha creduto nel progetto sostenendolo quando era ancora un’idea: «Questi spazi nascono anche dalla volontà della Fondazione di far crescere le associazioni del territorio e di fare rete tra di loro».
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