Udine, caso Lush-ex Tonini: scontro in Consiglio comunale sulla gestione del negozio

Confronto tra il vicesindaco Alessandro Venanzi e il consigliere Michele Zanolla sulla gestione del nuovo Lush. Al centro del dibattito la gara pubblica, i rapporti tra le società coinvolte e i possibili conflitti d’interesse

Chiara Dalmasso

Da un lato, trasparenza e concretezza. Dall’altro, puro gossip. Potrebbe essere riassunto così l’intervento con cui il vicesindaco e assessore alle attività produttive Alessandro Venanzi ha deciso di aprire il Consiglio comunale di ieri, fornendo una risposta all’interrogazione del consigliere Michele Zanolla (Identità civica) rispetto alla gestione del nuovo Lush, ex Tonini.

A vincere la gara per l’assegnazione dell’immobile, infatti, è stato il marchio britannico di cosmesi, ma la gestione – mediante un contratto di affitto – in questo momento spetta alla società “Amici della corte”, che secondo Zanolla farebbe capo «alla moglie di Guido Caufin», il manager del commercio, rappresentando un possibile conflitto d’interessi.

Insomma, secondo il consigliere di minoranza, ci sarebbero alcuni aspetti da chiarire. Venanzi, per tutta risposta, ha accusato il consigliere di minoranza di basarsi «su una politica del gossip che nulla ha a che vedere con la correttezza e la trasparenza di una procedura pubblica, basata su una gara a cui hanno partecipato tre operatori economici, con l’unico obiettivo di ridare vita a un negozio sfitto da anni». Parlando di «politica della sostanza», il vicesindaco ha ribadito che «il Comune non ha assegnato la gestione commerciale di Lush alla società Amici della corte: quella decisione riguarda soggetti privati, un terreno dove l’ente pubblico non entra».

Insoddisfatto della risposta di Venanzi, Zanolla è tornato sulla questione, chiedendo perché, se Lush ha vinto la gara, – «in un bando con criteri molto restrittivi» – perché «il negozio viene gestito da un’altra società?». E non è tutto: il consigliere di Identità civica, promettendo che proseguirà con le verifiche, chiedendo l’accesso agli atti e verificando la documentazione relativa alla presentazione delle tre offerte, ritorna sul ruolo di Guido Caufin.

«In una delibera del giugno 2024 viene richiamata una relazione del manager del commercio sulla base della quale la giunta dichiara di aver definito gli indirizzi per la concessione dell’ex Tonini» dice Zanolla, domandandosi «quale sia il contenuto di quella relazione» e altresì volendo approfondire «quali rapporti professionali Caufin abbia avuto con due delle tre società partecipanti alla gara». Il consigliere, intenzionato ad andare a fondo alla vicenda, non esclude la possibilità di rivolgersi alla Corte dei conti.

La seduta è proseguita all’insegna dei punti all’ordine del giorno, a partire da due interrogazioni risalenti ad alcuni mesi fa: quella sulla sicurezza urbana in Baldasseria, presentata dal consigliere Gianni Croatto (Fdi), e la seconda sui cartelloni pubblicitari lungo le strade della città, opera del capogruppo di Identità civica Loris Michelini. «Che un’interrogazione sulla sicurezza trovi risposta cinque mesi dopo è molto grave» ha detto Croatto, mentre l’assessore alla Polizia locale Rosi Toffano ha snocciolato una serie di dati relativi all’aumento di controlli nell’area. Sui “pali” pubblicitari spuntati in alcune vie cittadine, l’assessore alla pianificazione territoriale Andrea Zini ha chiarito che «non essendo illuminati non rappresentano un elemento di distrazione per chi guida», ma la contro risposta di Michelini ha insistito sulla pericolosità di tali strutture posizionate a bordo strada.

La ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi del 2026 ha occupato il seguito della discussione, con la minoranza all’attacco su tanti fronti: dall’Odeon ai problemi di Borgo stazione, dalle periferie alla sicurezza.

 

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