A Udine uno stabile abbandonato da vent'anni diventa casa di reinserimento per i detenuti

Progetto da 3 milioni di euro tra via Chinotto e viale Trieste per chi affronta pene alternative. Il punto sul carcere di via Spalato tra sovraffollamento e sicurezza

Anna Rosso

Uno stabile comunale fermo da vent’anni, tra via Chinotto e viale Trieste, potrebbe diventare la nuova casa per chi esce dal carcere, anche per scontare pene alternative, e intraprende un percorso di reinserimento sociale. È l’annuncio al centro della conferenza stampa organizzata ieri dal Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, l’avvocato Andrea Sandra, insieme a Coop Alleanza 3.0, Società della Ragione, Icaro e il Comune di Udine, per fare il punto sulla casa circondariale di via Spalato.

L’edificio, composto da quattro unità abitative, sarà ristrutturato con una spesa stimata in circa 3 milioni di euro, da reperire con finanziamenti pubblici. «Puntiamo ad avviare la progettazione nel 2027», ha spiegato l’assessore alle Politiche abitative Andrea Zini, ricordando che l’immobile è stato individuato a luglio e che l’obiettivo sarà confermato nel nuovo Dup 2027-2029, ipotizzando anche spazi per attività produttive. «Avere una casa è uno degli elementi decisivi per costruire un vero percorso di reinserimento», ha aggiunto, sottolineando le difficoltà di chi non ha una rete familiare.

La conferenza, alla Trattoria al Teatro, è stata anche l’occasione per un bilancio sulla casa circondariale, nella stessa mattinata in cui in carcere sono stati distribuiti, come da tradizione per le festività, circa 200 chilogrammi di angurie donate da Coop Alleanza 3.0. Presenti il Garante Andrea Sandra, il presidente onorario della Società della Ragione Franco Corleone, la presidente del Consiglio di Area Vasta Fvg di Coop Federica Panzacchi, gli assessori Federico Pirone e Andrea Zini, il consigliere regionale Furio Honsell (Open) e l’avvocato Andrea Galimberti, presidente della Camera di deontologia forense e componente dell’associazione “Avvocato di strada”.

«Ogni anno cerchiamo di portare un minimo di sollievo a chi è costretto a passare il Ferragosto in carcere», ha spiegato Sandra, ricordando che i detenuti sono 167 a fronte di una capienza di 95 posti, dopo punte di 190. Il caldo è stato affrontato ampliando l’orario d’aria e con ventilatori e frigoriferi in cella, ma la sanità resta la criticità più urgente: il Garante ha annunciato l’intenzione di un incontro ufficiale con l’assessore regionale competente.

Corleone si è soffermato sulla sicurezza dei materassi in dotazione, definiti “ignifughi” ma capaci, a suo dire, di produrre esalazioni tossiche in caso di incendio, come accaduto lo scorso gennaio nel carcere di Udine. «La cosa non è banale», ha detto, chiedendo che l’Azienda sanitaria verifichi il materiale. Ha fatto il punto sui cantieri in corso, dal teatro quasi completato alla zona colloqui, sollecitando un piano nazionale contro il sovraffollamento.

Per Coop Alleanza 3.0, Panzacchi ha ricordato che le donazioni proseguono da anni: «Sono piccoli simboli, ma per chi vive una situazione in cui la libertà viene negata possono rappresentare un contatto con l’umanità e il mondo esterno».

L’assessore Pirone ha collegato la ristrutturazione del carcere alla vita culturale cittadina: «La libertà può essere tolta, la dignità no. Il teatro potrà diventare un luogo pienamente inserito nella vita culturale della città», annunciando la possibilità, nei prossimi bandi comunali, di ospitare eventi negli spazi del carcere. Infine Honsell ha ringraziato Coop per la donazione e ha annunciato un’interrogazione regionale sui materassi e sulle possibili esalazioni tossiche.

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