Udine, ancora furti nelle case dei vip: svaligiata la villa dell’ex gioielliere Battilana

I ladri hanno sfondato la porta blindata mentre era in montagna con la moglie. Trafugati argenteria e icone antiche

UDINE. Quando i vicini di casa se ne sono accorti, purtroppo, era ormai troppo tardi. La villa dell’ex gioielliere Rudy Battilana era già stata svaligiata da alcune ore e di fronte alla baraonda lasciata dai ladri e a una porta sfondata, a lui e sua moglie non era rimasto altro da fare che cercare una sistemazione alternativa per la notte.

Simile ormai a un bollettino di guerra, ecco l’ennesimo furto in abitazione denunciato in città. Per l’esattezza, in via Bison. A coronamento di un fine settimana che, come riportato sull’edizione del “Messaggero Veneto” di martedì, aveva già registrato un colpo non meno fruttuoso a casa dell’ex centrocampista dell’Udinese, Christian Obodo.

Da Battilana, i malviventi hanno potuto sbizzarrirsi tra pezzi d’argenteria e icone antiche, per un bottino complessivo calcolato in circa 40 mila euro. Lo hanno fatto approfittando dell’assenza dei proprietari, partiti per un paio di giorni di relax in montagna.

Il raid ladresco potrebbe essere avvenuto attorno alle 23.30 della notte tra sabato e domenica. È a quell’ora, infatti, che i vicini di casa ricordano di avere udito alcuni rumori provenire dalla villa dell’ex gioielliere e di sua moglie. Naturalmente, non sapendo che la coppia era via, non si sono insospettiti.

Ma il giorno dopo, notando in serata la porta d’ingresso spalancata, il dubbio si è fatto certezza ed è partito l’allarme. Battilana ha ricevuto la telefonata mentre erano sulla strada di Udine. Al loro arrivo, il “bentornato” che nessuno vorrebbe mai trovare in casa propria: le stanze sottosopra e la conta dei pezzi trafugati.

«Per entrare – racconta lo stesso Battilana –, hanno sfondato il pannello della porta blindata, evidentemente troppo debole per dirsi tale, sono passati attraverso il buco e poi, avendo trovato su un comodino un secondo mazzo di chiavi, l’hanno aperta del tutto per entrare e uscire con facilità.

Probabilmente cercavano una cassaforte, che non c’è, e soldi e gioielli, che non teniamo certo in casa. Hanno ribaltato tutto – continua –, muovendosi in ogni stanza. Hanno anche bucato gli armadi, per vedere se c’era qualcosa dietro, e hanno spostato tutti i quadri».

Decisamente pregiato l’elenco degli oggetti spariti, a cominciare da un servizio da dodici di piatti e posate d’argento e da alcune icone russe del 1850. Nel novero, anche una pistola regolarmente detenuta e, va da sè, un sacco di cose che hanno un valore soprattutto affettivo.

«Come il quadretto con battesimo in oro realizzato da Zoratti – spiega –, che l’allora sindaco Candolini regalò a mia figlia come suo padrino». E pensare che era stato proprio lui, nel 1978, a inaugurare la tradizione di regalare una veretta di diamanti al primo nato di ogni anno a Udine.

Sul caso indagano i carabinieri, ai quali Battilana ha sporto denuncia. Un fabbro ha provveduto a sostituirgli la porta d’ingresso.

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