Turismo, Cervignano punta sul parco Chiozza Ma c’è il nodo Pradulin

CERVIGNANO. L’obiettivo è ampliare l’offerta turistica del Cervignanese, con inevitabili e immediate ricadute positive sull’economia dell’intero territorio, in previsione della prossima stagione estiva ma anche, possibilmente, di quella autunnale, ormai alle porte.
Il parco di Villa Chiozza, oggi sede di Turismo Fvg, sarà aperto al pubblico anche durante i fine settimana e diventerà location d’eccezione per importanti eventi culturali. «Stiamo lavorando, assieme alla Regione e a Turismo Fvg - anticipa l’assessore comunale al commercio e all’ambiente, Ivan Snidero – per aprire il parco anche sabato e domenica, con possibilità di visite guidate per i turisti. La convenzione attualmente in essere riguarda soltanto i giorni feriali. È nostra intenzione, come da programma elettorale, mettere in rete le aree verdi della cittadina». Il parco di Villa Chiozza, dieci ettari comprendenti un’area boschiva con una varietà di vegetazione di assoluto pregio naturalistico, la riserva di cervi e una vigna di Refosco piantata nel 1933, una delle più vecchie in regione, sarà inserito in un «apposito pacchetto turistico». «Villa Chiozza – argomenta l’assessore – è un’oasi all’interno della quale le naturali geometrie di spazi ampi, che permettono di ammirare le piante nelle dimensioni naturali e nel succedersi delle stagioni, sono ora a disposizione dei visitatori al fine di favorire la conoscenza del territorio e la sua fruizione in termini turistici. Vogliamo creare un interessante attrattiva per chi ama la natura».
Ma un nodo che il Comune è intenzionato a sciogliere, nel più breve tempo possibile, è il parco Pradulin. Lo scorso mese di aprile, la Provincia di Udine aveva ufficializzato, al termine di un incontro, la volontà di trasferire i parchi del Pradulin e di Muart di Carot all’amministrazione cervignanese. «Avevamo avuto ampie rassicurazioni che la vicenda si sarebbe chiusa entro la fine di luglio ma, ad oggi, stiamo ancora aspettando – commenta Snidero -. Speriamo ci diano un riscontro entro fine mese per darci il tempo di pensare a una possibile programmazione degli interventi che devono essere necessariamente realizzati. Desideriamo chiudere gli accordi presi con le associazioni intenzionate a prendersi cura di questa zona verde».
Per quanto riguarda il parco Pradulin, il progetto dell’amministrazione ha finalità sociali. «Non vogliamo battere i pugni sul tavolo – chiarisce Snidero - ma, in questo caso, è importante che la Provincia decida, in tempi brevi, quando trasferire definitivamente il Pradulin al Comune. Vogliamo chiudere l’accordo entro l’anno. Solo a quel punto, saremo messi nelle condizioni di consentire ai volontari di operare». Il parco non è certo in buone condizioni. Avrà bisogno di essere sistemato per quanto concerne la vegetazione e le alberature, ma ci sono anche evidenti problemi strutturali. «Appena il trasferimento sarà ufficiale – conclude Snidero – il Comune inizierà a pensare ad una programmazione delle attività per la prossima stagione estiva».
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