Finta avvocatessa truffa un’anziana, arrestati a Tricesimo: recuperati soldi e gioielli

Colpo a Travesio, decisiva la chiamata al 112. Nei giorni successivi sventati altri 11 tentativi di raggiro

Truffa ai danni di un’anziana sventata grazie alla prontezza della vittima e all’intervento dei carabinieri. Nella serata del 23 marzo due persone sono state arrestate in flagranza dopo aver raggirato una pensionata a Travesio, in provincia di Pordenone.

Il copione è quello purtroppo già noto. Intorno alle 15 una donna del 1935 ha ricevuto la telefonata di un sedicente maresciallo dei carabinieri che la informava di un grave incidente provocato dalla figlia, chiedendo denaro per presunte spese legali. Poco dopo, alla porta si è presentata una donna che si è finta avvocato incaricato di ritirare la somma.

Sotto shock, l’anziana ha consegnato 800 euro in contanti e diversi gioielli in oro. Solo dopo si è resa conto del raggiro e ha chiamato il 112, facendo scattare immediatamente le ricerche.

Grazie al coordinamento tra i militari del Nucleo investigativo e del Nucleo operativo e radiomobile di Pordenone, con il supporto della Compagnia di Udine, i carabinieri sono riusciti a intercettare l’auto utilizzata dai truffatori a Tricesimo. A bordo della Fiat, noleggiata a Napoli, c’erano la finta avvocatessa e un complice.

Durante la perquisizione sono stati trovati il denaro e i gioielli appena sottratti, poi restituiti alla vittima. I due, un uomo di 39 anni e una donna di 41, entrambi di origine campana e con precedenti, sono stati arrestati per truffa aggravata in concorso e portati nelle carceri di Udine e Trieste.

Le indagini proseguono per verificare eventuali altri episodi analoghi.

Nel frattempo, tra il 24 e il 25 marzo, sono stati segnalati altri undici tentativi di truffa nella provincia di Pordenone, tutti falliti. Gli anziani contattati, riconoscendo il raggiro, hanno interrotto le telefonate e avvisato i carabinieri. I casi hanno riguardato Pordenone, Caneva, Cordenons, Porcia, Fiume Veneto e Roveredo in Piano.

Un dato che, sottolineano dall’Arma, dimostra l’efficacia delle campagne di prevenzione e informazione portate avanti sul territorio, fondamentali per evitare che questi raggiri vadano a segno.

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