Tribunale, chiusura vicina A Udine la super-procura

TOLMEZZO. A fine novembre a Venzone nel corso di un affollato incontro si era aperta la via per tentare di salvare il Tribunale di Tolmezzo, sul punto di essere sacrificato all’altare dei tagli per far quadrare i conti dello Stato. Ora, a un mese di distanza dalla promessa “telefonica” del ministro della giustizia Palma al presidente della Regione Renzo Tondo di valutare la situazione degli uffici carnici in primavera prima di prendere una decisione definitiva, la strada per salvare il Tribunale sembra essere tornata maledettamente in salita.
Nuovo governo Il governo Monti, l’esecutivo di tecnici chiamato a salvare dal disastro economico l’Italia, infatti, potrebbe essere un ostacolo insormontabile per i Comuni, le associazioni di categoria, i sindacati, gli avvocati, i politici che stanno da mesi cercando di evitare la cancellazione del Tribunale. I parlamentari friulani, infatti, avevano iniziato un pressing bi-partizan che aveva portato alla promessa “telefonica” del ministro Palma di valutare attentamente, ad esempio, lo studio elaborato dall’Ordine dei commercialisti, che hanno valutato in due milioni di euro l’anno le perdite economiche che in Alto Friuli deriverebbero dalla soppressione del Tribunale decisa dalla revisione delle circoscrizioni giudiziarie prevista dalla legge 148 dello scorso 14 settembre; oppure, le firme raccolte (già 400) in Carnia contro la chiusura o ancora “il grido di dolore” della città di Tolmezzo, che non sopporta l’idea di rinunciare agli onori (e all’indotto) del Tribunale, ma di tenersi gli oneri del super-carcere.
Ora però la corsia preferenziale, data anche dall’appartenenza politica, parlamentari-ministero non c’è più ed è difficile che il governo Monti, pressato dai vitali provvedimenti economici, possa stoppare il decreto taglia-tribunali.
Caso unico in Italia E la cancellazione degli uffici giudiziari di Tolmezzo porterebbe a una vera e propria anomalia nell’ordinamento. «Un mostro giuridico» spiega il procuratore di Tolmezzo Giancarlo Buonocore, che domani prenderà parte all’incontro in cui la Cisl Alto Friuli illustrerà le iniziative del sindacato per cercare di evitare la chiusura del Tribunale. L’anomalia è presto spiegata. I tre pubblici ministeri oltre al Procuratore in servizio nel capoluogo carnico andrebbero infatti a ingrossaere le fila della Procura di Udine, già forte di undici pubblici ministeri, un Procuratore e un aggiunto. Totale: diciassette magistrati, quasi il doppio dell’organico della Procura della Repubblica di Trieste, che può contare su nove magistrati, contro i sei di Gorizia e gli altrettanti di Pordenone. Piccolo particolare, però: la Procura di Trieste è Distrettuale, quindi nella scala gerarchica della Giustizia più importante di Udine.
Aumento delle spese Di qui “l’anomalia giuridica” di cui parla Buonocore, che evidenzia anche i costi della macchina della giustizia che senza “l’avamposto” tolmezzino aumenterebbero a dismisura per lo Stato in questo angolo di Paese. Si pensi solo alle spese per il trasferimento dei detenuti da e per il carcere di Tolmezzo. Insomma, quella che lo Stato ha in mente per la Carnia sembra una riforma tutta “all’italiana”. Da una parte si taglia, dall’altra si spende di più. Se a Roma però non si cancellerà la legge del 14 settembre, basterà un decretone per dare l’ultima spinta alla riforma. A quel punto entro il 2012 gli uffici giudiziari di Tolmezzo chiuderanno i battenti.
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