A Udine la mostra su Astrid Lindgren e Pippi Calzelunghe, i curatori: «Operazione nostalgica e divertente»
L’ex chiesa di San Francesco ospiterà l’esposizione fino al 10 gennaio 2027. I curatori: «I genitori possono godersi il percorso dedicato a un’autrice internazionale mentre i figli giocano, come piaceva ad Astrid»

È arrivata. Trecce color carota, una spruzzata di lentiggini a illuminare un sorriso irresistibile e un «nome che fa un po’ ridere», come dice la celebre canzone che ci frulla in testa appena pronunciamo “Pippi Calzelunghe”. L’ex chiesa di San Francesco, a Udine, sarà la sua casa fino al 10 gennaio 2027. Con lei gli inseparabili amici: il Signor Nilsson, ovvero la scimmietta, e Zietto, il cavallo. La più irriverente, curiosa, generosa, coraggiosa e anticonformista figura dell’immaginario collettivo legato al mondo dell’infanzia, nato dalla creatività di una scrittrice svedese amata in tutto il mondo e tradotta in 80 lingue, porterà in città il suo spirito libero come tema d’incontro tra generazioni.
È stata inaugurata sabato 7 novembre la mostra "Astrid Lindgren e la forza dei bambini. Crescere in libertà con Pippi Calzelunghe", organizzata dal Servizio Cultura e Istruzione del Comune di Udine nell’ambito del progetto “A piccoli passi”, con il contributo di Regione, il sostegno di CrediFriuli e della Scuola d’infanzia e Asilo Nido Cattarossi, in collaborazione con varie realtà del territorio per un ricco programma di attività ed eventi.
Ne parliamo con i curatori della mostra, ideata dall'associazione culturale Cuadri di Cuneo, in collaborazione con CRC Innova e The Astrid Lindgren Company di Stoccolma: Francesca Salvatico, project manager, Enrica Dutto, exhibition manager, Paolo Bona, addetto alla logistica, e Andrea Borri, presidente dell’associazione, che ci introduce nel mondo di Pippi.
Com’è nata l’idea?
«È nata dopo il riscontro di altre due mostre importanti, quella dedicata ai Peanuts di Schulz e quella per i 50 anni del cubo di Rubik. L’associazione Cuadri da quattro anni si occupa principalmente dell’ideazione e realizzazione di mostre innovative in collaborazione con realtà internazionali. Nel 2025, per gli 80 anni di Pippi Calzelunghe, abbiamo pensato di dedicare un progetto espositivo all’immaginario creato dalla scrittrice Astrid Lindgren. La mostra, in collaborazione con The Astrid Lindgren Company, che detiene i diritti di Pippi, ha ospitato a Cuneo 34.000 visitatori. Ora, a Udine, trova una seconda vita in un edificio di valore nell’ambito di un progetto per il quale l’abbiamo riadattata pensando al target 0-6 anni».
È rivolta ai bambini, ma anche ai bambini cresciuti?
«Esattamente. È un’operazione nostalgica, ma anche divertente per chi è cresciuto con il personaggio del libro o della serie tv. Ma Pippi è conosciuta anche dai bambini di oggi, perché, ad esempio, la sua figura è utilizzata nei disegni dei testi scolastici. E soprattutto è portatrice di valori buoni, umanitari, di libertà, come abbiamo sottolineato nel titolo della mostra. Pippi rappresenta insomma una bella occasione per genitori e figli, per ritrovarsi».
Chi era Astrid Lindgren?
«Nella mostra, attraverso contenuti per adulti, si racconta la figura della scrittrice svedese. I genitori possono godersi il percorso dedicato a un’autrice internazionale mentre i figli giocano, come piaceva ad Astrid: diceva che i bambini vanno lasciati liberi. Pippi rappresenta questa libertà. Non tutti sanno che l’autrice si era ripromessa di non scrivere per ribellarsi all’insegnante che le aveva detto di farlo in quanto era bravissima. Ma quando la sua bambina, a letto, ammalata, le chiede di raccontarle una storia inventando il nome di Pippi Calzelunghe, Astrid inizia quello che dapprima è un racconto orale e poi diventa un libro letto in tutto il mondo. La mostra racconta anche il premio nato in memoria dell’autrice, il più prestigioso riconoscimento internazionale della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi».
C’è, nei pannelli espositivi, un’attenzione filologica per la storia editoriale, di traduzione e di illustrazione. In che modo è stato ricostruito il percorso?
«Per la realizzazione, ci siamo rivolti a Martina Forti, figlia di Donatella Ziliotto, che ha portato Pippi in Italia per l’editore Vallecchi. Alla ricerca di autori che si rivolgessero in modo nuovo e anticonformista all’infanzia, scovò in Svezia, nei boschi, Astrid, mentre spaccava la legna. La mostra racconta il loro incontro. Per i testi abbiamo collaborato con Samanta K. Milton Knowles, l’ultima traduttrice, che si è occupata dell’edizione integrale. Gli appassionati potranno trovare il volume con le correzioni di Donatella Ziliotto, la prima edizione svedese, il prototipo di Pippi e la storia delle sue illustrazioni».
Quali avventure attendono bambini e bambine una volta varcata la soglia della mostra?
«Possono salire sulla nave del capitano Efraim Calzelunghe, padre di Pippi, scoprire in modo interattivo il mondo creato da Astrid, disegnare i personaggi ricalcando le figure su tavoli retroilluminati, cavalcare un morbido Zietto, arrivare sulla porta di Villa Villacolle, sul cui tetto si è arrampicata la scimmietta, e giocare negli spazi dedicati alle attività ludiche».
Colpisce che proprio l’immagine più famosa e iconica di Pippi, quella in cui solleva il suo cavallo, quasi a mostrare tutta la forza di una bambina che vive da sola, orfana di madre, sia stata creata su un pannello tattile per non vedenti. Se ce l’ha fatta Pippi ad alzare Zietto, allora tutti i bambini possono superare le loro difficoltà. Forse è questa determinazione uno dei messaggi più importanti del personaggio.
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