Tre paesi in lutto nel ricordo di Chiara

SAN PIETRO AL NATISONE. Choc è la sola parola, l’unica capace di dare l’idea del sentimento collettivo. Chiara Rossi, occhi verdi e sorriso luminoso, il sorriso di una diciottenne, non c’è più. E non sembra possibile, «viene voglia di pensare che sia soltanto un brutto sogno»: strappata alla vita, all’alba di domenica, da un incidente stradale sulla cui dinamica ancora ci si interroga, questa ragazzina delicata, mite ma, al tempo stesso, «estremamente volitiva» lascia un’eredità di amore e di dolore.
«E’ straziante», sintetizza chi l’ha conosciuta, chi le ha voluto bene e non riesce a capacitarsi dell’accaduto, dell’abisso spalancatosi tutto d’un tratto. E’ lutto a San Pietro al Natisone, Comune di residenza della giovane – originaria della frazione di Ponteacco, dove abitano i genitori e le due sorelle: Chiara, invece, ormai viveva con il fidanzatino, a Togliano di Torreano, e altrove si trova, da tempo, pure il fratello maggiore –, e lo stesso vale per Cividale, dove la 18enne aveva studiato fino allo scorso giugno e dove lavora la madre, Franca Qualizza, “punta di diamante” del settore amministrativo del Convitto nazionale Paolo Diacono.
Sconcertati i coetanei, attoniti i vertici istituzionali – nel capoluogo valligiano, in primis – e quelli scolastici, al Paolo Diacono come detto e all’Itc di Rubignacco, istituto che nell’allieva Rossi (diplomatasi, a luglio, con il massimo dei voti, 100) individua senza esitazioni la sua «migliore di sempre».
Ed è commosso il preside, Paolo Battigello: «Siamo senza parole. La conoscevo bene, Chiara. Un angelo, non saprei come definirla altrimenti. Una ragazza squisita, dalle mille qualità. Aveva un livello intellettivo altissimo, è stata – conferma – la studentessa più capace passata per questa scuola, a nostra memoria. Ma era anche animata da un incredibile spirito di solidarietà, di altruismo: tante e tante volte, di sua iniziativa, era venuta da me per segnalarmi problematiche di alcuni suoi compagni di classe, di cui raccoglieva e interpretava le necessità. Lo faceva in forma assolutamente spontanea e, ovviamente, disinteressata: era una persona generosa, equilibrata. Non l’avevo riconosciuta, inizialmente, nella foto pubblicata sul giornale: ricordavo una capigliatura un po’ più scura. Il nome e l’età, però, mi hanno purtroppo tolto ogni dubbio... Una vicenda tremenda, e incredibile».
«Conoscendola - aggiunge -, appunto, so che Chiara era una persona prudente, cauta: come può essere successo? Questa tragedia – conclude – segna profondamente l’Istituto, realtà che risulta una sorta di grande famiglia, nella quale i rapporti fra professori e alunni sono “vivi”, sentiti, saldi. Gli studenti non sono numeri, qui. Ci restano nel cuore, tutti, anche dopo la conclusione del ciclo quinquennale di studi».
Disorientata, smarrita, la comunità di San Pietro al Natisone, dove la famiglia – per quanto molto riservata – è conosciuta: dall’amministrazione è coro unanime di cordoglio e vicinanza. Si attende, adesso, che venga fissata la data dei funerali della giovane, che oltre alla madre (58enne) lascia il padre Giovanni (64 anni) e tre fratelli, Davide, 36, Martina, 27enne, e Paola, 24 anni: la decisione dovrebbe essere presa nella giornata di oggi.
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