Trasporti, la rivoluzione dei treni: opere per 2,6 miliardi

UDINE. Il sogno di trasformare il Fvg da una terra alla periferia dell’impero – a livello di collegamenti – in un territorio in cui, almeno in parte, l’alta velocità su treno non è soltanto un miraggio lontano, che termina a Mestre potrebbe, in qualche anno, diventare realtà grazie al protocollo d’intesa per lo sviluppo dei servizi ferroviari siglato ieri a Roma dalla presidente Debora Serracchiani e l’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana (Rfi) Maurizio Gentile.
Una firma che vale, in soldoni, un pacchetto di interventi complessivo in Fvg da 2,6 miliardi di euro, di cui 413 milioni già finanziati e che secondo Serracchiani «va nella direzione giusta perché finalmente rende competitiva la nostra regione e ci rende raggiungibili».
Venezia-Trieste
L’intervento principale e dal valore più consistente – pari alla bellezza di 1,8 miliardi di euro – riguarda la velocizzazione dell’attuale linea che da Venezia (Mestre) porta a Trieste – passando per la Bassa friulana a Latisana e Cervignano – e che, attualmente, costringe sempre più spesso i passeggeri a veri e propri “viaggi della speranza”, lunghissimi e scomodi.
Nell’accordo quadro si prevede una serie di interventi propedeutici tali da ottenere effetto immediato sul traffico ferroviario. I lavori successivi, che assicureranno risultati significativi in termini di velocizzazione, riguarderanno la realizzazione di un nuovo sistema di distanziamento in sicurezza dei convogli e la soppressione dei passaggi a livello.
Successivamente saranno realizzate anche varianti al tracciato in modo tale che alla conclusione dei lavori – entro il 2025 – si potrà viaggiare in poco più di un’ora tra Venezia e Trieste. Per quanto riguarda Udine e Pordenone, invece, bisognerà attendere che per il potenziamento di velocità venga trovata una quadratura del cerchio con Trenitali.
Aeroporto di Ronchi
Buone notizie, per il Fvg, arrivano anche per quanto riguarda lo scalo aeroportuale. Entro il 2018, infatti, sarà realizzata ex novo la nuova fermata a servizio del Savorgnan di Brazzà, mentre l’anno successivo sarà quello che vedrà il completamento dell’adeguamento tecnologico del tratto Udine-Ronchi e, nel 2020, si passerà al potenziamento della linea tra Bivio d’Aurisina e Villa Opicina.
«Finalmente l’aeroporto del Fvg – ha evidenziato Serracchiani – avrà la stazione ferroviaria e quindi il suo polo intermodale».
Stazioni e intermodale
Con la firma del protocollo sono state anche condivise misure e interventi destinati al miglioramento dell’attrattività dei servizi di trasporto pubblico locale, in termini di intermodalità, ovvero lo scambio treno, bus, auto, bicicletta, per rendere maggiormente accessibili le stazioni, in particolare per le persone a ridotta mobilità, eliminando le barriere architettoniche.

Per quanto riguarda il miglioramento dell’accessibilità nelle stazioni e per l’accesso ai treni, si prevede uno stanziamento iniziale da parte di Rfi pari a 16,6 milioni di euro per interventi di innalzamento dei marciapiedi, così come prevede lo standard metropolitano, e la realizzazione di rampe e ascensori da attuarsi tra il 2017 e il 2019, che riguarderanno le principali stazioni della regione, comprese quelle di Trieste e Udine.
L’accordo comprende anche il tema dell’informazione ai viaggiatori, per una migliore integrazione con il trasporto pubblico locale con il posizionamento nelle stazioni di nuovi monitor, pannelli e totem informativi sui servizi ferroviari e sulle coincidenze con i bus.
Le informazioni saranno multilingue, nell’intento di supportare i passeggeri transfrontalieri. È prevista, inoltre, la realizzazione di canaline per accedere ai binari con le biciclette, iniziando dalle stazioni posizionate lungo la ciclovia Alpe Adria.
Nodo di Udine
Confermato, infine, anche l’intervento sul capoluogo friulano – già oggetto di un finanziamento statale da 50 milioni di euro – adeguando le strutture esistenti ai parametri del corridoio Adriatico-Baltico.
La prima fase dei lavori, entrando nel dettaglio, prevede la realizzazione della nuova stazione merci di Cargnacco, l’informatizzazione completa del sistema di controllo e gestione dello scalo di Udine con la soppressione di due passaggi a livello in Comune di Pavia di Udine e uno nel territorio di Pozzuolo.
Per quanto riguarda, invece, l’annosa questione dei passaggi a livello all’interno della città come spiegato la scorsa settimana dall’assessore ai Trasporti Mariagraza Santoro esiste l’impegno di Regione e Rfi per iniziare una valutazione sulla possibilità di spostare fuori città non soltanto – come già previsto – il traffico merci, ma anche quello passeggeri studiando, quindi, la possibilità di eliminare le barriere.
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