Ferrovie, rinasce la Gemona-Sacile: convogli al via nel 2018

Finanziamento nazionale da 17 milioni per riattivare la linea sospesa dal 2012. Tra gli obiettivi c’è lo sviluppo turistico dei Comuni della Destra Tagliamento

UDINE. La base è formata da un pizzico di fortuna, condita da volontà politica con la copertura della programmazione, ma il risultato è che entro il 2018 – al netto di impedimenti tecnici e quantomeno per quanto riguarda il traffico commerciale – verrà riattivato il collegamento ferroviario che da Gemona del Friuli porta a Sacile.

C’è scritto, nero su bianco, nel protocollo d’intesa firmato ieri nella capitale con il quale si prevede come dal prossimo anno siano già stati programmati gli interventi che consentiranno la riattivazione, per fasi, del traffico ferroviario sulla tratta considerata.

Lavori grazie ai quali, nel 2018, vedranno nuovamente la luce i servizi commerciali sulla tratta Maniago-Sacile e sarà dato avvio a un servizio turistico lungo tutta la linea. Sulla base dei risultati ottenuti, quindi, sarà valutato il ripristino dei servizi di linea sull’intero tracciato Gemona del Friuli-Sacile.

La linea, dunque, è pronta a tornare in vita, a distanza di quattro anni da quella frana che lo ha messo fuori uso, anche se non per sempre.

«Riattivarla all’epoca sarebbe stato più semplice – ha spiegato l’assessore Mariagrazia Santoro –, ma per fortuna Rfi ne aveva deciso soltanto la sospensione, e non la chiusura, per cui siamo potuti intervenire». Grazie a un contratto di programma del valore di 17 milioni di euro, messi in campo da Rfi, necessari a intervenire sulla dorsale con un obiettivo non soltanto tecnico, bensì di sviluppo turistico.

«Le ultime corse prima della sospensione – ha continuato Santoro – avevano una media di 12 passeggeri, ovviamente insufficiente per continuare a garantire il mantenimento dei collegamenti pure oggi considerato come, a livello di trasporto pubblico locale, i numeri potrebbero essere sufficienti, forse, da Sacile a Maniago, ma difficilmente poi sino a Gemona. Rfi ha appoggiato il progetto perché non è soltanto a valenza regionale, ma interessa, e impegna in prima persona, i territori».

Santoro fa riferimento al protocollo di Pinzano firmato mesi fa dall’amministrazione assieme ai Comuni attorno alla tratta.

«Recentemente ho apprezzato lo stato di avanzamento del Progetto di territorio – ha continuato – che si sta costruendo assieme al Gruppo di azione locale per garantire anche le fondamenta territoriali all’offerta turistica che verrà affiancata a quella del trasporto pubblico locale. Se la Regione, infatti, sta facendo la sua parte con Rfi per pretendere la riapertura della linea, siamo stati tutti d’accordo che servirà un piano economico e turistico territoriale che supporti e valorizzi l’uso di questa ferrovia». Bisognerà, in altre parole, garantire i servizi di ristorazione, accoglienza e, più in generale, creare quel sistema integrato pubblico-privato indispensabile per creare attrattività. Sviluppando anche i collegamenti intermodali «come quelli con il treno Nicotra che ci permetterebbe di incidere con ancora maggior forza sul turismo ciclabile».

Dopo i primi interventi già effettuati – pulizia della sede e verifica della sagoma libera per la circolazione di alcuni tratti, controllo tecnico dello stato dell’armamento, visita ordinaria a ponti e gallerie da parte di personale specializzato – il grosso dei lavori, come accennato, si svilupperà nel 2017 per concludersi l’anno successivo.

«È il nostro auspicio – conclude Santoro – anche se vanno tenute in considerazione diverse variabili e non va dimenticato che dopo il disastro in Puglia nel caso di tratte a binario unico, come la Gemona-Sacile, i parametri di sicurezza da rispettare sono diventati ancora più stringenti».

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