Tragedia al raduno acrobatico, muore pilota che si allenava a Campoformido

VENEZIA. Un tonfo sordo, uno scossone ha zittito di colpo le voci allegre, meravigliate delle 5 mila persone - tra le quali centinaia di bambini - che ieri affollavano l’aeroporto Nicelli del Lido di Venezia e naso all’insù seguivano lo show dell’aria “Fly Venice”, tra elicotteri dell’Esercito e della Guardia di Finanza, simulatori di volo di Boeing, stand e allegria.
In cielo, il pilota acrobatico più atteso della giornata: Francesco Fornabaio (56 anni), pluripremiato campione italiano e del mondo di volo acrobatico, oltre 3 mila ore di volo estremo al suo attivo, conosciuto nel mondo del volo in Friuli perché da anni si allenava nell’aeroporto di Campoformido.
Alle 16.10 quel tonfo si è portato via la sua vita sul viale d’accesso della spiaggia della Marina militare a San Nicolò del Lido, dove il suo Xtreme 3000 giallo è precipitato a peso morto, al termine di una cabrata, con una discesa a volo “ubriaco”, a foglia, ondeggiando, come tante, tantissime altre volte aveva fatto nella sua carriera di pilota acrobatico.
L'evoluzione di Fornabaio poco prima di cadere (video di Roberta De Rossi)
Questa volta, però, i 350 cavalli del suo nuovo aereo non hanno ridato potenza al suo volo al termine della figura, non l’hanno riportato in aria: di colpo - si sente nel sonoro dei video ripresi dagli spettatori - il motore si è zittito, la virata radente che doveva rimetterlo in assetto si è interrotta e l’aereo è precipitato di muso, in un ultimo rantolo del motore.
Una tragedia in diretta sconvolgente: poco prima Fornabaio era andato in candela fino a raggiungere il punto di stallo, il suo aereo era “precipitato” e poi come sempre - nel gran sospiro di sollievo che fa fremere ogni volta gli spettatori - l’aereo aveva ripreso il suo volo estremo e affascinante. Per qualche secondo, vedendo scomparire l’Xtreme giallo dietro gli alberi della pineta di San Nicoletto, in molti avevano così sperato in un nuovo effetto a sorpresa. Invano.
Fornabaio ha sfiorato le capanne della spiaggia - chiusa a fine stagione - finendo di muso nel cespuglio del viale, tra la strada dove stavano transitando delle bici e la riva del mare, dove c’erano ancora alcuni bagnanti: non ha colpito alcuno e nulla ed è morto sul colpo.
Solo la cabina del piccolo aereo accartocciata, per il resto, quasi integro: questi velivoli sono piccoli, ma potenti e con una carlinga robusta, proprio per riuscire a proteggere al massimo il pilota. Ma non se precipita di muso.
Inutile l’arrivo immediato dell’ambulanza del Suem 118 che presidiava la manifestazione aerea a poche centinaia di metri di distanza e quello dei vigili del fuoco, che erano già pronti per la loro esibizione-soccorso che avrebbe dovuto seguire lo show del campione del mondo, nato a Stigliano in provincia di Matera, ma residente a Milano e con base di volo a Campoformido, campione di punta del del Breitling Team.
Fornabaio - che lascia tre figli - si era esibito due volte sabato, nel corso della manifestazione “Fly Venice” e ancora ieri mattina: oggi sarebbe volato in Grecia, per un’altra manifestazione. Sfidare il cielo era la sua professione.

Se a tradirlo sia stato l’aereo, un malore o un errore lo stabilirà l’inchiesta della Procura di Venezia e quella dell’Agenziana nazionale sicurezza Volo, che ieri ha subito mandato a Venezia un proprio ispettore. L’Agenzia è organismo terzo rispetto a Enav e Enac: obiettivo, la prevenzione.
Il pubblico ministero Giovanni Zorzi ha disposto l’autopsia, mentre i resti dell’aereo sono sono rimasti sull’arenile, sotto sequestro. Oggi il sopralluogo tecnico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto









