Tagliamento ancora senza tutele «Bisogna impedire opere inutili»

Mozione dei consiglieri regionali Moretuzzo e Bidoli (Patto per l’Autonomia) Richiesta l’istituzione di una nuova Zona speciale di conservazione



Per i nostri vicini di lingua germanica è considerato il “re delle Alpi”. In Fvg, invece, ancora pochi conoscono e comprendono l’unicità e la valenza del fiume Tagliamento e del suo ecosistema. A tal punto che c’è un’ampia porzione del corso d’acqua, quello che va dal ponte di Pinzano al ponte di Cimano, priva delle tutele ambientali necessarie. Da qui nasce la mozione presentata ieri dai consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, con la quale si chiede alla Regione di dar vita a una nuova “Zona speciale di conservazione” (Zsc) per il tratto in questione.

«Stiamo parlando – chiarisce Moretuzzo – di una zona di particolare ricchezza naturalistica, diventata motivo di studio da parte della comunità scientifica internazionale. Crediamo che il Tagliamento, in questo tratto, possa diventare lo strumento di un modello di sviluppo locale in chiave ambientale e turistica».

Una visione, quella avanzata dal patto per l’Autonomia, che cozza con alcune ipotesi progettuali tornate in auge di recente, destinate ad attraversare proprio l’alveo del Tagliamento (Cimpello-Sequals su tutte). «Sentiamo parlare troppo spesso di interventi che rischiano di pregiudicare le caratteristiche del tratto di Tagliamento oggetto della mozione – aggiunge Moretuzzo – . Non vogliamo apparire come quelli del “no” alle infrastrutture, ma non abbiamo bisogno di altre servitù, il Friuli ha dato anche troppo. Dall’impegno per la massima tutela del Tagliamento, che è un bene comune, passa anche l’idea di un nuovo modello di sviluppo, basato sui principi della sostenibilità sociale e ambientale. Un ecosistema conservato e salvaguardato come si deve – conclude – può attivare un turismo di qualità, promuovendo nuove e interessanti prospettive economiche per il territorio».

I Comuni coinvolti da questa richiesta di maggior tutela sono Pinzano al Tagliamento, Forgaria, Osoppo, San Daniele, Ragogna, Trasaghis e Majano. «Non si tratta di introdurre nuovi vincoli – chiarisce il sindaco di Pinzano, Emanuele Fabris – , ma di mantenere la naturalità di quest’area impedendo opere impattanti e inutili».

Gli amministratori locali, dopo la battaglia portata avanti (e vinta) contro le casse di espansione, sono pronti a tornare sulle barricate per impedire che l’alveo del Tagliamento venga stravolto da nuove infrastrutture. E c’è chi, come l’ex sindaco di Ragogna Mirco Daffarra, rilancia l’ipotesi di candidare il fiume “re delle Alpi” a patrimonio mondiale dell’Unesco. Al fianco del Patto per l’Autonomia, che in sostanza chiede l’unione delle due aree di tutela già esistenti, denominate “Greto del Tagliamento” e “Valle del Medio Tagliamento”, ci sono Cai, Legambiente, Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento e Comitato Arca-Assieme resistiamo contro l’autostrada. —

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