Sport, musica e fiere portano ospiti in città

Gli operatori puntano anche sugli studenti, cultura in calo Si lavora anche su agroalimentare e prodotti di cortesia



Eventi sportivi, musicali e business (a partire dalle fiere). Queste le manifestazioni che, secondo le imprese del terziario di Pordenone, faranno crescere i ricavi nel 2019 richiamando turisti in città. E sono anche quelle su cui intendono puntare gli operatori assieme al turismo dei cammini e a quello scolastico. In lieve flessione, invece, gli eventi della cultura.

A raccontarlo, nell’incontro dalla lista civica Pordenone cambia sull’attrattività turistica, è stato Andrea Malacart, manager di Sviluppo e territorio, assieme a Giovanna Santin (Federalberghi) e Sergio Lucchetta (Consorzio Pordenone e turismo).

L’indagine svolta da Format Research è servita a delineare le prospettive future per il turismo in città, turismo che – nei primi nove mesi del 2018 (ultimo dato disponibile) ha registrato un calo di presenze del 2,5% per la mancanza di due eventi – fa i conti ancora con numeri piccoli e quindi ha grandi potenzialità di crescita. È sufficiente pensare che la provincia di Pordenone, con i suoi 5 mila 226 posti letto e poco più di 100 strutture ricettive, ha un quinto della ricettività della provincia di Udine. «Pordenone non ha le spiagge, ma non per questo dobbiamo essere Tafazi», ha detto Malacart.

Il consorzio Pordenone e turismo – nato nel 2006 con 6 strutture che lavoravano con gli americani e le aziende – oggi conta 44 strutture e cerca di promuovere il territorio su vari fronti, assieme a Federalberghi e ai partner istituzionali. «Il tavolo del turismo – ha detto Giovanna Santin, ringraziando l’assessore Guglielmina Cucci – ha consentito finalmente di lavorare assieme rendendo più facile il dialogo tra i vari soggetti». E proprio sull’unione e la costruzione di reti ha insistito l’assessore Cucci, mentre l’assessore Pietro Tropeano ha spiegato il lavoro che il Comune sta portando avanti per far conoscere la città oltre i propri confini.

Da qui le direttrici di lavoro: il turismo congressuale, «già sperimentato con successo in occasione del congresso di microchirurgia della mano», ha evidenziato Lucchetta; il turismo dei cammini, dove quello di San Cristoforo vede già in stato avanzato la predisposizione di pacchetti turistici; il turismo accessibile e quello senior «rivolto a persone della terza età che hanno tempo e disponibilità economica per muoversi». C’è poi il turismo sportivo, che con il Baja o il torneo Gallini già genera importanti ricadute; quello culturale legato a manifestazioni (Pordenonelegge, Blues festival) e alla promozione dei borghi. Infine il turismo scolastico, da costruire: «Ogni anno ci sono migliaia di ragazzi e insegnanti che si muovono – ha ricordato Santin –. In tal senso stiamo cercando di fare promozione nelle fiere di settore».

All’interno delle direttrici ci sono piccoli progetti che Pordenone turismo sta portando avanti. Il primo, agroalimentare, riguarda l’utilizzo di prodotti a km zero per la prima colazione, forniti alle strutture ricettive da aziende del territorio. All’interno delle strutture ricettive – soprattutto in concomitanza con le fiere – vengono poi organizzate degustazione e vendite di prodotti tipici. C’è poi il progetto legato ai prodotti di cortesia (saponette, shampoo, bagnoschiuma) che punta a utilizzare un brand unico a livello provinciale o regionale.

Da ultima, non certo per importanza, la sinergia con Treviso e Venezia, per facilitare l’interscambio dei turisti da Pordenone al Veneto e viceversa. —



Riproduzione riservata © Messaggero Veneto