Spiga di Tolmezzo rileva all’asta la Friulana Bitumi per 4 milioni

Grazie all’acquisizione 14 posti di lavoro sono salvaguardati, anche se negli anni in cui gli affari andavano a gonfie vele, occupava fino a 100 persone
Udine 17 Maggio 2014 intervista Telefoto Copyright Petrussi Foto Press -Turco
Udine 17 Maggio 2014 intervista Telefoto Copyright Petrussi Foto Press -Turco

MARTIGNACCO. Friulana Bitumi, la storica azienda edile che per decenni ha operato in tutta la regione in tantissimi cantieri e che un anno fa è fallita, è stata rilevata dalla Spiga di Tolmezzo, impresa che si occupa di lavori idraulico forestali e stradali, noleggio gru e movimento terra.

All’asta pubblica del Tribunale di Udine del 6 maggio, c’è stata infatti una sola offerta, quella dell’azienda carnica dei fratelli Mario e Cristian Scarsini, pari a 4 milioni di euro, che ha consentito un’aggiudicazione provvisoria.

Nei seguenti 10 giorni, come prevede la legge, non vi sono state altre offerte, quindi da ieri la Spiga è ufficialmente proprietaria di Friulana Bitumi, il cui marchio comunque non sarà cancellato. L’operazione è andata a buon fine grazie al curatore fallimentare Maurizio Variola, alla Banca Fiuladria che ha dato le garanzie finanziarie, la Lepore commerciale di Gemona e Giovanni Cella, intermediatore commerciale che si è speso molto in questi mesi.

Grazie all’acquisizione 14 posti di lavoro sono salvaguardati, anche se negli anni in cui gli affari andavano a gonfie vele, Friulana Bitumi occupava fino a 100 persone. Già un anno fa la Spiga aveva accettato di rilevare, con un contratto di affitto per un anno, l’azienda di Martignacco, ora con l’operazione di aggiudicazione all’asta la partita viene definitivamente chiusa.

«Spiga da anni sta facendo utili, quest’anno potrà toccare un fatturato di 10 milioni e può partecipare a qualsiasi appalto - raccontano Giovanni Cella e l’amministratore Mario Scarsini -. Noi crediamo nella Friulana Bitumi, nelle sue potenzialità. Abbiamo anche recuperato una importante commessa in Albania, da 13 milioni, per lavori sulla rete fognaria. Adesso speriamo solo che la crisi economica sia alle spalle, che ritorni un po’ di lavoro per tutto il settore».

Dopo 50 anni di “onorato servizio”, nell’aprile del 2013, la Friulana Bitumi di Martignacco arrivò al capolinea. Il tribunale di Udine infatti respinse la richiesta di concordato preventivo e si arrivò al fallimento.

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