Sparatoria in via della Roggia a Udine: l’accusa davanti al gup sarà di tentato omicidio

A dare il via alla faida tra le due famiglie sinti era stato il mancato rispetto dei tempi di un lutto: l’imputato comparirà venerdì davanti al giudice per l’udienza preliminare

Alessandro Cesare
Dopo la sparatoria le persone rimaste ferite furono quattro
Dopo la sparatoria le persone rimaste ferite furono quattro

Era l’11 novembre 2025 quando, nel tardo pomeriggio, prima una lite, poi l’esplosione di diversi colpi di pistola, squarciò la tranquillità di via della Roggia. Fu subito chiaro che si trattava di una resa dei conti tra famiglie nomadi, i Levacovigh da una parte, gli Hodorovich dall’altra.

In carcere finì Luca Levacovigh, 43 anni, accusato di tentato omicidio plurimo, minaccia aggravata, porto abusivo di armi e di oggetti atti a offendere. Quella sera l’uomo, difeso dagli avvocati Francesca Premier e Laura Luzzato Guerrini, esplose alcuni colpi di pistola in via della Roggia ferendo tre appartenenti alla famiglia rivale degli Hudorovich e colpendo per errore anche il proprio fratello.

Levacovigh comparirà venerdì davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Udine, Mariarosa Persico: nell’occasione il pm Letizia Puppa chiederà il rinvio a giudizio.

Violato il codice rom sul lutto, così è iniziata la faida sfociata in sparatoria: fermato il cognato di uno dei feriti
I primi sopralluoghi della polizia scientifica sul luogo della sparatoria a Udine

I fatti

Da quanto ricostruito dalla Procura, Levacovigh affrontò alcuni componenti della famiglia rivale in via della Roggia inizialmente brandendo un taglierino all’indirizzo di Marshel Hudorovic. Dalle parole e dalle minacce si passò in breve tempo ai fatti, con il quarantatreenne che estrasse una pistola facendo partire alcuni colpi nella direzione dei rivali. Colpì Alberto Hudorovic, 51 anni, alla coscia, Kevin Hudorovic, 24 anni, al fianco sinistro, Marshel Hudorovic, 28 anni, ai glutei.

I tre sono assistiti dall’avvocato Massimo Cescutti. Levacovigh centrò all’addome con un proiettile della sua pistola anche il fratello Simone, 38 anni, ferendolo in modo molto grave e causandogli effetti permanenti all’apparato digerente.

Le cause

La tensione tra i nuclei familiari degli Hudorovich e dei Levacovigh va avanti da anni e, nel recente passato, ha già portato a violenze e intimidazioni con l’uso di armi da fuoco tra i due clan, sempre nel quartiere di San Rocco, dove queste famiglie vivono in maniera stanziale. Ma nulla di così eclatante come quanto accaduto in via della Roggia.

Quella che doveva essere un’alleanza tra due famiglie sinti molto radicate in Friuli e Veneto si è trasformata in una vera e propria faida. Il motivo è presto detto. Levacovigh era sposato con la sorella di Alberto Hudorovic. Quando la donna è morta a causa di una malattia, Luca non ha rispettato i tempi del lutto, mancando di rispetto alla famiglia della consorte, e quindi agli Hudorovich.

Una violazione di un codice di comportamento non scritto che ha portato alla guerra tra clan. Nella cultura sinti il periodo di lutto è particolarmente lungo e può durare da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni, durante i quali non è consentito prendere parte alla vita sociale, alle feste, alle cerimonie, e nemmeno avere nuovi rapporti sentimentali.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto