S’indaga ancora per ricostruire l’incidente

Dolore a Majano e Plaino, suo paese di origine: si attende ancora di conoscere la data dei funerali

MAJANO. Grande impressione ha suscitato a Majano la scomparsa di Tommaso Zuzzi, l’infermiere 30enne, originario di Plaino di Pagnacco, che risiedeva da tre anni nella cittadina collinare con la moglie e i figlioletti in via Udine al civico numero 10. Il giovane era sposato con Melanie Andreutti, 29enne di Susans, e lascia anche due bimbi di tre e un anno. Le comunità di Majano, paese d’adozione del ragazzo (dove vivono inoltre i suoceri, nella frazione di Susans), e di Pagnacco dove vivono la madre, il padre e un fratello, mentre l’altro fratello risiede a Roma, attendono ora di sapere la data dei funerali per stringersi al dolore dei familiari e dare l’ultimo saluto a Tommaso. Molto probabilmente, per desiderio dei genitoir del ragazzo, le esequie saranno celebrate a Plaino. Cordoglio si è diffuso anche tra il personale dell’ospedale di Tolmezzo dove il giovane lavorava, anche se tra poco si sarebbe trasferito all’ospedale di Udine.

Intanto continuano le indagini volte a ricostruire con più precisione l’accaduto e soprattutto a stabilire le cause esatte dell’incidente costato, purtroppo, la vita a Tommaso Zuzzi: dopo i primi rilievi da parte del radiomobile di Tolmezzo, sono i carabinieri della stazione di Osoppo a seguire il caso. Quanti conoscevano Tommaso lo descrivono come un pilota esperto, attento, preparato e scrupoloso: «era molto attento alla sicurezza - ha testimoniato il direttore dell’Avro, Italo Scarpa - dovuta anche ala particolarità del volo con vela, realizzabile solo in certe condizioni meteo: proprio per questo motivo, lui volava solo in determinate ore della giornata». All’Avro, dove solitamente si vola con alianti e velivoli dotati di ali, Zuzzi era l’unico che praticava il paramotore. Era anche iscritto al Cento friulano parapendio di Udine. Saranno le indagini, dunque, a stabilire cosa sia effettivamente successo.

Raffaella Sialino

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