Scuolabus finisce nel fosso dopo lo scontro con un’auto: a bordo 14 ragazzi

L’incidente si è verificato lungo la strada provinciale 28, a Sesto al Reghena. Soccorse sedici persone, di cui quattordici minori tra i 13 e 14 anni che rientravano da una scuola di Motta di Livenza. I testimoni: «Incrocio pericoloso»

Giulia Soligon, Rosario Padovano
I soccorsi sul luogo dell'incidente
I soccorsi sul luogo dell'incidente

Strage evitata grazie alla prontezza di riflessi dell’autista dell’autobus, che intuita la situazione ha avvertito gli studenti a bordo, tutti del Lepido Rocco di Motta di Livenza, di prepararsi all’urto, ormai inevitabile. In totale sono state sedici le persone, di cui quattordici minori, coinvolte martedì pomeriggio nell’incidente che si è verificato lungo l’ex strada provinciale 28 nel territorio di Sesto al Reghena, all’altezza dell’intersezione con via degli Olmi tra un autobus con studenti tra i 13 e i 14 anni e un’auto. Nessuno ha riportato conseguenze serie. Solo una ragazza, che lamentava dolori alla colonna, è stata elitrasportata in ospedale a Udine, mentre il resto dei ragazzi e i conducenti dei due mezzi sono stati portati a Pordenone e San Vito al Tagliamento per accertamenti.

Scuolabus finisce nel fosso con a bordo una decina di ragazzi: la videoricostruzione dal luogo dell'incidente

Alla guida della Mercedes C220d si trovava una donna di 64 anni di Cinto Cao Maggiore, mentre al volante del bus dell’azienda Armony Tours di Annone Veneto un uomo di 61 anni, residente nel veneziano. Secondo quanto emerso da una prima ricostruzione, che resta al vaglio delle forze dell’ordine, l’impatto si sarebbe verificato al centro della carreggiata della ex sp28. La donna usciva da via degli Olmi con l’intento di procedere dritta, mentre l’autobus, viaggiava nella strada principale in direzione Sesto al Reghena.

Dopo l’impatto con la macchina, l’autobus è finito dentro un fossato profondo circa due metri e mezzo, restando con le ruote posteriori sollevate. È infatti dalla porta posteriore, che gli studenti sono riusciti a mettersi in salvo in attesa dell’arrivo dei soccorsi, giunti in pochi minuti sul posto con ambulanze e automedica. A fronte della dinamica e dei coinvolti è stato allertato anche l’elicottero a disposizione del servizio sanitario regionale, atterrato nelle vicinanze. Intervenuta anche una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di San Vito al Tagliamento, che ha proceduto a mettere in sicurezza i due mezzi.

Scuolabus finito nel fosso, i testimoni: "In questo incrocio ci sono sempre incidenti"

La strada è rimasta interdetta al traffico per tutta la durata delle operazioni, concluse solo in serata. A eseguire i rilievi sono stati i carabinieri della sezione del radiomobile di Pordenone, che ha effettuato misurazioni e documentato con fotografie lo scenario dell’incidente. Tra le ipotesi al vaglio quella di una mancata precedenza. Sull’asfalto erano ancora presenti i lunghi segni di frenata lasciati dall’autobus nel tentativo di evitare l’impatto. Su entrambi i mezzi è stato disposto il sequestro. 

 I primi soccorritori

I primi a soccorrere i feriti dell’incidente che ha coinvolto il pullman, sono due ragazzini che hanno meno di 18 anni. Uno, che studia all’Itc Pertini a Pordenone, abita sulla laterale della circonvallazione che si collega al centro, l’altro è un suo amico, studente alle Filandiere di San Vito.

«Stavo studiando per il giorno successivo quando ho percepito un tonfo prima ancora dell’incidente – ha raccontato il residente –. Io ormai sono abituato a questo scontri, perché l’incrocio è pericoloso e ogni tanto si scontrano le automobili – spiega il residente – mi sono precipitato sul luogo dell’incidente e così il mio amico, che era passato a trovarmi». I ragazzi hanno constatato che «Nessuno dei coinvolti rischiava la vita».  

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