Omicidio di Gemona, slitta il Riesame per Mailyn Castro: la difesa chiede la scarcerazione per motivi psichiatrici
Udienza rinviata al 10 marzo per un difetto di notifica. I legali della 31enne colombiana: «Quadro clinico incompatibile con il carcere, serve una struttura specifica»

È slittata di una settimana, al 10 marzo, l’udienza davanti al tribunale del riesame di Trieste per valutare l’istanza di scarcerazione di Mailyn Castro Monsalvo, la 31enne colombiana accusata di aver ucciso e fatto a pezzi, insieme alla suocera Lorena Venier, il compagno Alessandro Venier. A mettere in evidenza come «la detenzione in carcere di Mailyn non è compatibile con la gravità del suo quadro clinico» sono stati i suoi avvocati, Federica Tosel e Francesco De Carlo.
Il tribunale del riesame avrebbe dovuto esprimersi martedì, 3 marzo, ma il mancato perfezionamento della notifica all’indagata in quanto non in grado di comprenderne il contenuto, ha portato al rinvio.
I due difensori hanno chiesto la scarcerazione della loro assistita e il suo affidamento a una struttura territoriale in grado di occuparsi del suo stato di salute mentale, o in subordine a una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems).
La 31enne colombiana fino al 31 gennaio, data del compimento di un anno d’età della figlioletta avuta con Alessandro Venier, è rimasta nell’Istituto a custodia attenuata per detenute madri (Icam), a Venezia. Nei giorni successivi è stata trasferita nel carcere della Giudecca. A causa di un grave scompenso psichiatrico, però, già il 2 febbraio la donna è stata portata in ospedale, dove si trova tutt’ora. Per Tosel e De Carlo Mailyn non è in grado di sostenere la permanenza in un carcere ordinaria.
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