Scontro frontale tra un’auto e un camion, muore calciatore di 20 anni
L’incidente si è verificato sulla strada regionale 13, nel territorio comunale di Campoformido, poco prima dell’alba. La vittima era un ex giocatore dell’OL3: «Un bravissimo ragazzo – lo ricorda il suo ex allenatore –, generoso e sempre sorridente»

Un’auto contro un camion, muore conducente della vettura, il ventenne Aldo Maklaj, di Udine. È successo pochi minuti dopo le 6 del mattino di giovedì 4 settembre, nel territorio comunale di Campoformido.
I due mezzi procedevano in direzioni opposte lungo la strada regionale 13 quando, all’altezza della superficie aeroportuale, per cause ancora al vaglio delle forze dell’ordine, si sono scontrati frontalmente.

Nell’impatto, violento, l’auto è andata praticamente distrutta: gravissimi i traumi riportati da Aldo Maklaj, che si trovava alla guida dell’automobile: è deceduto sul colpo.
Il giovane, di ruolo portiere, era tesserato fino a due anni fa con la società calcistica OL3 di Faedis. Classe 2005, di origini albanesi, fino a due anni fa militava nell’OL3, società calcistica di Faedis, nel ruolo di portiere. prima con gli Juniores e poi anche in prima squadra. Due anni fa aveva dovuto abbandonare i campi di gioco per problemi di salute, ma nonostante la decisione di lasciare il calcio giocato ha sempre voluto dimostrare il suo attaccamento verso i suoi ex compagni seguendo, quando possibile, quasi tutte le partite. Sabato scorso, nella gara valevole per la prima giornata della fase eliminatoria della Coppa Italia di Promozione contro il Deportivo Junior, era puntualmente seduto in tribuna.
Ai tempi della militanza nell’OL3 è stato allenato da Gabriele Gorenszach, da questa stagione sostituito in panchina da Roberto Peressoni, dopo undici anni alla guida degli arancioni. «Era un bravissimo ragazzo – ricorda Gorenszach –, molto generoso e sempre sorridente, costantemente presente nel gruppo tanto che noi tutti eravamo molto legati a lui. Una volta appreso la tragica notizia ho espresso la mia vicinanza alla mamma, che ricordo sempre presente sugli spalti per vedere il suo ragazzo».
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