Schedati e resi noti i nomi di 3 mila ebrei

PORDENONE. La presidente dell’associazione Italia Israele Anat Hila Levi e una delle figlie si sono trovate in una lista, pubblicata on line, di persone che professano la religione ebraica che la stessa Levi ha definito «di proscrizione» nel corso della cerimona per la Giornata della memoria.
Si tratta di un elenco di nomi che occupano 90 pagine, pubblicato sul profilo Facebook di S.T., che si definisce «comunista e antisionista».
Su questa pagina e sulla identità del suo titolare sono in corso accertamenti. Una segnalazione è stata inviata dalla Digos di Pordenone al ministero dell’Interno.
Tale lista, infatti, segue a ruota quella degli «ebrei influenti in Italia», intellettuali, giornalisti e imprenditori, apparsa su alcuni siti internet tra cui Radio Islam.
È stata la presidente di Italia Israele a rendere nota l’esistenza di questa lista che contiene oltre tremila nomi di persone che professano la religione ebraica.
Sono stati pubblicati su una pagina Facebook che poi è stata oscurata. Nell’elenco compaiono Levi e una figlia.
«È una lista inaccettabile e preoccupante», ha spiegato la presidente, in quanto «istiga alla discriminazione razziale e religiosa».
Anat Hila Levi compare nella lista (con il nome errato, mentre quello della figlia è corretto) in quanto figura tra gli autori del sito “L’informale”, attivato alcuni mesi fa, che tratta le problematiche del Medio Oriente e, in particolare, intende far conoscere il punto di vista di Israele nello scacchiere mondiale.
Sulla lista e sui motivi che hanno portato qualcuno a pubblicarla sono in corso accertamenti da parte della Digos. Non contiene, ad ogni modo, oltraggi: si tratta di un lungo elenco di nomi.
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