Dvd sulle casermette dell’orrore

PORDENONE. La Giornata della memoria per ricordare la Shoah ebraica, tutte le vittime dei campi di sterminio nazisti e delle leggi razziali, si è distinta, oltre che per la commemorazione davanti al monumento ai deportati in piazza Maestri del Lavoro e in Provincia, per la proposta da parte dell’Aned di un documentario sulle “Casermette” di via Molinari.
In quel luogo, durante Liberazione, venivano incarcerati e torturati dai fascisti della brigata nera, i partigiani e gli oppositori politici, prima di essere fucilati o deportati nei campi di sterminio.
Assieme al video sono stati presentati i disegni tecnici delle “Casermette” eseguiti dagli studenti della quinta dell’istituto Sandro Pertini assieme alla loro ricostruzione storica sulla funzione di quel centro.
Le cerimonie. In piazza Maestri del Lavoro è stata deposta la corona sul monumento al deportato dal prefetto Maria Rosaria Laganà, del presidente della Provincia Claudio Pedrotti, dal vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello e, per il Comune di Pordenone, dell’assessore Ines Flavia Rubino.
Con l’Aned sono intervenuti rappresentanti dell’Anpi, delle associazioni d’arma, del Nastro Azzurro, dei mutilati e invalidi. Presenti, sindaci e amministratori di Pordenone, Roveredo, Sacile, Fontanafredda, Porcia, Meduno, San Giorgio alla Richinvelda con le autorità militari rappresentate dai comandanti dei carabinieri Mario Polito, della Finanza Fulvio Bernabei, dell’Ariete Antonello Vespaziani, dell’aeroporto di Aviano Stefano Cianfrocca.
Claudio Pedrotti ha denunciato come il significato della “memoria” espresso da Primo Levi «oggi sia calpestato dal rinascere del nuovo nazismo dello stato islamico e dal diffondersi del terrorismo jihadista».
Ha poi evocato il ricordo della sua famiglia di Bolzano, testimone dell’orrore del nazismo, in quanto viveva vicino al campo di sterminio dove vennero rinchiusi vari partigiani pordenonesi, compreso Attilio Marchi catturato assieme a Franco Martelli.
Ines Flavia Rubino ha rievocato l’esperienza del nonno Igino Bernardi, ferroviere a Gorizia, dove transitavano i treni per Auschwitz. I ferrovieri non riuscivano a rifornire d’acqua tutti quei disperati. Per Italia Israele, Anat Hila Levi, dopo essersi coperta le spalle con la bandiera israeliana, ha veementemente difeso Israele, paragonando ai nazisti di ieri coloro che oggi lo attaccano.
Appassionato l’appello ad attualizzare la memoria, in atti concreti di accoglienza il discorso del presidente dell’Aned Eliseo Moro, reduce di Dachau: ha ringraziato tutti i ragazzi delle scuole presenti. In Provincia, dopo il corteo, la deposizione di una corona sulla lapide dedicata al Giorno della memoria.
Famiglie e studenti. In Provincia il prefetto Maria Rosaria Laganà ha consegnato le medaglie d’onore alle famiglie dei deportati deceduti Vittorio Simonetto di Fontanafredda, Antonio Mian di Meduno, Pietro Castellarin di San Giorgio alla Richinvelda e al sindaco di Meduno Oreste Vanin per portarla a Livio Mattei.
Sergio Bolzonello ha richiamato l’attualità dei valori della Giornata, soprattutto di fronte ai pericoli del terrorismo islamista. La segretaria dell’Aned Patrizia Del Col ha quindi presentato il dvd sulle “Casermette”, luogo degli orrori, assieme allo studente dell’istituto per geometri Luca Vettoretto che ha illustrato il lavoro di ricostruzione delle piante di quell’edificio, eseguito dagli studenti della quinta A.
Alla proiezione hanno partecipato anche studenti e insegnanti degli istituti professionale di Stato, Mattiussi e liceo Leopardi Majorana.
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