Allarme esche a San Vito: gatta e cuccioli uccisi dal veleno. È caccia ai bocconi killer

Tragedia in via Corta a Gleris: trovata morta una gatta randagia insieme a due piccoli, salvati gli altri quattro gattini. Il Comune emana un avviso urgente: «Sospetto avvelenamento, attenzione a bambini e animali». La salma trasferita all’Istituto Zooprofilattico per gli esami tossicologici

Avviso del Comune di San Vito al Tagliamento per la possibile presenza di esche avvelenate: in via Corta, località Gleris, è stato rinvenuto una gatta, morta per sospetto avvelenamento da sostanze non ancora identificate. L’invito è di evitare che gli animali ingeriscano cibo o oggetti trovati a terra, non toccare eventuali bocconi rinvenuti e segnalare subito ogni ritrovamento.

La segnalazione in questo caso è arrivata da una famiglia della zona, dove l’animale è stato notato immobile sull’erba, già circondato da insetti. Poco distante si sentivano i richiami dei suoi cuccioli. Sul posto la polizia locale e alcuni volontari: oltre alla madre, due piccoli non ce l’avevano fatta, uno era in condizioni critiche, altri tre ancora vivi.

I cuccioli, di circa dieci-quindici giorni e del peso di neppure due etti, sono stati recuperati e soccorsi, alimentati e riscaldati, quindi affidati a chi poteva seguirli nelle ore successive con allattamenti frequenti. Le condizioni della gatta hanno fatto emergere dubbi: sangue dalla bocca, nessun segno evidente di trauma, denti integri, nessuna lesione compatibile con un investimento.

Elementi che, assieme al contesto, hanno portato a ipotizzare un possibile avvelenamento. Considerando che le sostanze tossiche possono passare ai cuccioli attraverso il latte, è stata attivata la procedura con il trasferimento della madre all’Istituto zooprofilattico di Cordenons per gli accertamenti, compreso l’esame tossicologico. Il sospetto impone l’applicazione delle misure previste dalla normativa: controllare l’area e informare la popolazione, perché il rischio può riguardare altri animali ma anche le persone, i bambini soprattutto. I cuccioli sopravvissuti sono stati affidati a cure esperte e sono ora monitorati. Il sindaco ha spiegato che la gatta era probabilmente randagia, senza microchip, e che l’avviso è stato diffuso in via precauzionale, anche alla luce di episodi simili già registrati in passato.

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