Salmè si dimette da presidente e rompe il fronte con la giunta

Le dimissioni «per l’inefficienza e il disinteresse rispetto ai problemi del rione» L’ex leader di Fiamma Tricolore aveva sostenuto Fontanini al ballottaggio
UDINE 05 FEBBRAIO 2019 3 CIRCOSCIZIONE Agenzia Petrussi foto Turco Massimo
UDINE 05 FEBBRAIO 2019 3 CIRCOSCIZIONE Agenzia Petrussi foto Turco Massimo



Stefano Salmè non è più il presidente della terza circoscrizione. Un passo di lato (resterà comunque nell’assemblea di quartiere come semplice consigliere) che sancisce la definitiva rottura tra il segretario della civica “Io Amo Udine” e la maggioranza che sostiene la giunta guidata da Pietro Fontanini. Che nella primavera di due anni fa era stato capace di imporsi al ballottaggio contro Vincenzo Martines anche grazie all’endorsement di Salmè: spingendo i suoi 1.208 elettori a scegliere il leghista al barrage, l’ex portacolori di Fiamma Tricolore era stato nei fatti decisivo per la scalata del centrodestra a Palazzo D’Aronco. Tanto da ottenere un posto in giunta per la compagna Daniela Perissutti, assessore alle Circoscrizioni fino al faticoso rimpasto dello scorso novembre. Un cambio in corsa che ha ovviamente indispettito il leader della civica di destra.

Salmè ha formalizzato ieri le proprie dimissioni alla luce di quanto accaduto durante la riunione di martedì sera: decisivo lo “sgambetto” dei consiglieri, che spaccandosi sul voto (quattro favorevoli, altrettanti contrari) hanno nei fatti bocciato la mozione dello stesso presidente sulla proposta della giunta di realizzare un centro di raccolta rifiuti in viale Forze Armate. Un documento che impegna l’esecutivo al passo indietro sull’isola ecologica, frutto di una mediazione tra le varie sensibilità del consiglio di quartiere, è poi passato all’unanimità al termine della discussione. Una fumata bianca insufficiente per Salmé: «L’assenza dei due assessori competenti invitati (Olivotto e Falcone) o di eventuali loro delegati al consiglio di quartiere che discuteva di temi così importanti per la vita quotidiana dei cittadini, è il segno più evidente del totale disinteresse di quest’amministrazione nei confronti di Udine Est e del quartiere Di Giusto».

Citando pure la sperimentazione del sistema misto cassonetti-porta a porta per il Peep Est, il presidente dimissionario infila nei cahiers de doléances «il nuovo protocollo d’intesa con le ferrovie italiane per arrivare alla dismissione della vecchia tratta ferroviaria e quindi alla dismissione dei passaggi a livello che dividono Udine Est dal resto della città, è su un binario morto. La pervicace volontà di abbattere la cascina Mauroner, dimostra l’assoluta insensibilità di una giunta che dimostra di non conoscere, né apprezzare, la storia del quartiere. Ma è il progetto dell’Experimental City che rischia di marchiare questa amministrazione comunale, come la peggiore di tutta la storia della città. Un progetto già finanziato, che da solo vale 30 milioni di euro e che, se realizzato, cambierebbe positivamente il volto di Udine est, non ha visto partire nemmeno i primi lavori di urbanizzazione utili a non perdere i copiosi finanziamenti pubblici già stanziati».

E in maggioranza c’è chi maligna, legando il passo indietro di Salmé alla sua possibile nomina ad assistente del neo europarlamentare Sergio Berlato. «Un collegamento che non ha senso, talmente volgare da commentarsi da solo», rispedisce le accuse ai mittenti il diretto interessato. —

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